Discarica a Stallaini a ridosso di Cavagrande: “A rischio l’acqua e la salute di mezza provincia”

Data 5 Ottobre 2026

Una maxi-discarica da 614.000 metri cubi a 350 metri dalla Riserva naturale di Cavagrande del Cassibile e a 80 metri dal fiume Manghisi. È questa la vicenda che Maria Vernali, attivista e studiosa, e Michele Mangiafico, coordinatore di Civico4 e referente dei Fari 80, 131 e 135 del movimento Controcorrente, vogliono portare all’attenzione dell’opinione pubblica.

“Il progetto della discarica di Stallaini è una pericolosa e inquinante ferita nel fianco della straordinaria riserva di Cavagrande del Cassibile.

Spiegano: Da Avola a Noto, a Palazzolo Acreide, a Canicattini Bagni e infine a Siracusa si estende un altopiano, che disegna una dorsale di importanza strategica, uno snodo per la tutela delle risorse naturali locali. Custodisce calcari puri e altamente permeabili, tipici di un territorio carsico, che regalano alla comunità provinciale un patrimonio idrogeologico inestimabile; ancora più importante di fronte all’attuale crisi idrica regionale. Dal crinale di Cavagrande verso Siracusa si sviluppa un serbatoio sotterraneo alimentato di acqua piovana che riaffiora, per esempio, nelle sorgenti dell’area Ciane-Saline. Questa dorsale non può essere intaccata nel suo punto più alto dal progetto scellerato avallato dalla Regione Siciliana con la discarica. Ci rifacciamo, su questo punto, ai preziosi studi e alla divulgazione del geologo Giuseppe Cugno e all’allarme che ha lanciato di recente anche sui social. Questo aggressivo progetto di deturpamento del territorio agirà su un unico, fragile sistema idrogeologico che dona acqua pura a tutto il comprensorio. Se il percolato nel corso degli anni, dovesse superare – come è scientificamente probabile – l’usura o il danneggiamento delle geomembrane artificiali poste sul fondo, queste non costituirebbero più l’efficace barriera protettiva prevista dal progetto. Il percolato si infiltrerebbe direttamente nelle fratture carsiche di Contrada Stallaini, Nel territorio di Noto, contaminando i centri vicini di Avola e Siracusa. È un rischio di disastro ambientale incalcolabile per la salute pubblica e per l’economia di un intero distretto che vive di turismo pulito e agricoltura biologica. L’impatto non sarebbe soltanto sotterraneo legato al carsismo e alle falde, ma riguarderebbe anche la superfice e l’atmosfera. I venti dominanti che scendono dagli iblei verso la costa, verso Avola e Noto, tenderebbero a trasportare i miasmi, le polveri e le emissioni gassose dall’alto verso il basso, quindi dall’impianto previsto verso la riserva di Cavagrande.

“Come ha potuto l’attuale governo regionale avallare il progetto privato di una discarica a monte di questa riserva? – si chiedono Vernali e Mangiafico. La burocrazia di Palermo ha firmato in silenzio la condanna a morte dell’altopiano ibleo. Sorprende l’incapacità politica dei partiti che sostengono il governo Schifani di bloccare questo progetto scellerato, al di là delle loro dichiarazioni pubbliche. Restano solo parole, se non riescono a incidere su decisioni pubbliche così gravi di pericoli per il nostro territorio. Molte le interviste, ma pochi i fatti”.

Nel mirino c’è il decreto del 9 luglio 2026, con cui l’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente ha dato il via libera al progetto della SoAmbiente srl in contrada Stallaini, nel territorio di Noto.

“Il presidente della Regione Renato Schifani deve bloccare immediatamente questo scempio-concludono Vernali e Mangiafico – Tutte le forze politiche della provincia devono spingerlo in questa direzione, e chiederemo loro di renderne conto ai cittadini alle prossime e ormai vicine elezioni. Vogliamo unirci a tutte le forze sane che, con coraggio e determinazione e senza compromessi con l’attuale sistema di potere regionale e provinciale, vogliono difendere l’integrità e la salubrità del nostro inestimabile patrimonio naturalistico”.

Foto dal Web;

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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