La storia dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino è un intreccio affascinante di fede, coraggio e, soprattutto, di leggende prodigiose che da secoli legano indissolubilmente questi tre fratelli alla città di Lentini. Leggende che si sono tramandate di padre in figlio e che, ancora oggi, continuano ad affascinare le migliaia di devoti e i fedeli tutti.
La Leggenda del Simeto: Si racconta che i tre fratelli di Vaste, arrivati nei pressi di Lentini, sulle rive del fiume Simeto, dovettero affrontare l’ostacolo del guado. Allora il Simeto, più ampio e impetuoso di oggi, era un vortice d’acqua. Con le catene miracolosamente spezzate e senza alternative, si inoltrarono nel fiume e, invece di affondare, camminarono sulle acque. Diversa fu la sorte dei soldati romani che li inseguivano: tentarono di seguirli e annegarono.
La leggenda del cavallo: nella grotta rupestre di Tertullo, luogo di prigionia dei tre “Santi fratelli”, conosciuta dai lentinesi come “a rutta i rattattullu”, nella parte di destra in alto si possono vedere delle orme di zoccoli di cavallo. Sembra non esserci una spiegazione razionale della loro presenza nella roccia: secondo alcuni sembra che si tratti delle orme di un cavallo alato, altri dicono sia il cavallo di Tertullo che cadde dalla sommità della grotta, altri ancora le attribuiscono alla mitologia di Pegaso.
La leggenda dei pozzi: si racconta che durante il martirio dei tre fratelli, avvenuto il 10 maggio 253, a Sant’ Alfio venne mozzata la lingua per ordine del pretore romano Tertullo. Sembra che, nel momento in cui venne mozzata, la lingua cadde a terra facendo tre balzi e scavando tre pozzi. Ancora oggi, nella chiesa “Della Fontana” o dei “Tre Santi” edificata nel luogo dove vennero martirizzati, si possono vedere i tre pozzi. In occasione della festa di Sant’Alfio, quello centrale viene aperto e l’acqua santa contenuta, miracolosamente si innalza ad un livello tale da essere facilmente raccolta.
La leggenda del terremoto: questa leggenda riguarda sempre la Chiesa di S. Maria della Fontana. Questo santuario diocesano, al suo interno contiene le statue dei Tre Santi. Si racconta che in occasione della Festa dei Tre Fratelli (3 settembre di un anno non meglio specificato) le statue vennero spostate e portate fuori dalla chiesa: nello stesso istante si abbatté su Lentini un violento sisma. Le statue vennero immediatamente riportate all’interno della chiesa ed il sisma cessò all’istante. Da allora i tre simulacri non hanno mai più lasciato l’edificio sacro.
Salvatore BISICCHIA
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