Cinema Revolution 2026 | Sconti solo ai film italiani ed europei, fuori Hollywood

Dal 19 giugno l’iniziativa del Ministero blindata a favore delle sole produzioni italiane ed europee. Esclusi i blockbuster hollywoodiani dal biglietto a 3,50 euro. Una scommessa protezionistica che sta dividendo l’industria.
Prezzo pieno per i film americani, spazio solo al cinema del Vecchio Continente. È questa la linea di rottura che il Ministero della Cultura ha deciso di impiegare per la stagione estiva 2026.

L’iniziativa “Cinema Revolution – La rivoluzione continua”, ufficialmente partita venerdì 19 giugno, ha portato con sé un cambio di rotta drastico rispetto al passato, blindando l’accesso al biglietto ultra-ridotto a 3,50 euro.

Se nelle scorse edizioni la promozione estiva tendeva una mano anche ai grandi blockbuster d’oltreoceano per trainare il pubblico nei mesi più caldi, quest’anno i cordoni della borsa statale si sono stretti attorno a un perimetro ben definito: esclusivamente film italiani e produzioni dei Paesi dell’Unione Europea. Una mossa di vero protezionismo culturale che punta a dare ossigeno alla filiera locale nel
trimestre più difficile dell’anno, quello che va dal 19 giugno fino al prossimo 20 settembre.

“L’obiettivo è ridefinire strutturalmente la stagionalità del nostro mercato, blindando
la visibilità delle produzioni nazionali,” fanno sapere dal MiC. I dati dell’anno scorso, d’altronde, parlano chiaro: l’edizione 2025 aveva generato oltre 2,1 milioni di ingressi per i titoli europei, iniettando più di 13 milioni di euro nelle casse del settore. Con lo sbarramento totale ai prodotti non-UE, l’esecutivo punta al raddoppio.
L’unica deroga concessa alle produzioni internazionali e ai colossi americani
riguarderà le cosiddette “finestre di tregua” della rassegna gemella Cinema in Festa: otto giorni complessivi (già passati quelli dal 15 al 18 giugno, e in arrivo quelli dal 21 al 24 settembre) in cui il prezzo di 3,50 euro si estenderà eccezionalmente a tutta la programmazione, Hollywood inclusa. Per il resto dei tre mesi estivi, la sfida è aperta. Se da un lato gli esercenti temono che la mancanza di sconti sui film americani possa frenare i flussi nei multiplex, dall’altro le produzioni indipendenti e i distributori nostrani esultano per quella che si
preannuncia come la più grande vetrina promozionale mai ricevuta dal cinema italiano. Saranno i botteghini di fine settembre a decretare se la rivoluzione del grande schermo dell’ attuale governo avrà avuto ragione”.

Marco PIRAS

 

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