DOPO LA TEMPESTA
di don Raffaele APRILE
Dopo la tempesta
si diradano le nubi,
torna a splendere il sole
nell’azzurro del cielo.
Sole della vita
è l’amore
i suoi raggi riscaldano il
cuore.
Amare dona gioia,
proietta in alto
mette in cuore la speranza
il sogno di albe serene,
giorni, ore, istanti di pace
non insediata
dall’indifferenza assassina.
Raggi benefici dal
sole dell’amore sono
i gesti che nascono dal
perdono. Ritorna il sereno
nel cielo della vita.
Funestata dagli uragani
della profezia umana.
RIFLESSIONE
Ogni tempesta nella nostra vita lascia ferite, paure, domande. Le nubi coprono il cielo e sembra che il sole non tornerà più.
Eppure la poesia ci ricorda una verità antica: dopo la tempesta si diradano le nubi. Dio non ci abbandona nel buio. Il suo amore è quel “Sole della vita” che torna a splendere, che riscalda il cuore intirizzito e rimette speranza.
Amare è il gesto che fa tornare il sereno. Non è un sentimento soltanto, è una scelta: proiettare in alto, donare, perdonare. I “raggi benefici” di cui parla la poesia sono proprio i gesti piccoli di ogni giorno. Un perdono offerto, una mano tesa, una parola buona. Sono loro che scacciano “l’indifferenza assassina” e ridanno respiro alla pace.
La tempesta fa parte della “profezia umana”: il dolore, le prove, gli uragani. Ma non hanno l’ultima parola. Perché Dio trasforma ogni rovina in alba serena. Dopo il pianto torna la gioia. Dopo la croce torna la Risurrezione.
“Dopo la tempesta” è quindi un invito: non fermarti alla nube. Alza lo sguardo. Credi che l’amore di Dio e l’amore tra di noi può rifare il cielo dentro di noi.
E quando tutto sembra finito, ricorda: è lì che Dio ricomincia.
Foto reperita dal web








