di Claudia GIBILISCO
Una chiesa gremita, le voci dei bambini, la preghiera e, al termine della celebrazione, quel volto finalmente accanto al suo nome. Siracusa ha ricordato così Suor Chiara Di Mauro, nel 94° anniversario della sua morte, in una giornata carica di emozione e di significato.
È stata una celebrazione intensa e partecipata quella vissuta ai Cappuccini, dove numerosi fedeli si sono raccolti per ricordare una figura significativa della spiritualità siracusana. A presiedere la Santa Messa è stato l’Arcivescovo di Siracusa, monsignor Francesco Lomanto, la cui presenza ha conferito alla ricorrenza un significato ancora più particolare.
Tra i presenti anche il nuovo parroco dei Cappuccini, fra Giorgio Tortorici, che per l’occasione si è presentato all’assemblea, in un primo incontro con la comunità.
A vivere questo momento con particolare partecipazione anche l’Associazione Amici di Suor Chiara Di Mauro, impegnata da tempo a mantenere viva la memoria di Suor Chiara, a farne conoscere la storia e la testimonianza spirituale e a promuovere una maggiore conoscenza della sua figura nella comunità siracusana. Un impegno che nasce dal desiderio di restituire alla città la ricchezza di un’esperienza di fede che merita di essere conosciuta e trasmessa alle nuove generazioni.
A rendere ancora più bella e suggestiva la celebrazione sono state le voci dei piccoli alunni della Corale dell’Istituto comprensivo “Wojtyla-Chindemi”, che hanno animato la Santa Messa portando nella chiesa la dolcezza delle loro voci e la gioia della loro partecipazione.
La presenza dei bambini ha assunto un significato ancora più profondo perché proprio a loro è affidato, idealmente, il compito di raccogliere e trasmettere una memoria che appartiene alla storia della città. La loro voce ha creato un ponte tra una donna vissuta quasi un secolo fa e le nuove generazioni, mostrando come una testimonianza di fede possa continuare a parlare anche ai più giovani.
A questo si è aggiunto il lavoro svolto dagli studenti, che hanno realizzato oltre un centinaio di disegni e cartelloni dedicati a Suor Chiara, esposti nella cappella. Un modo semplice e allo stesso tempo significativo per avvicinare i bambini alla sua figura, alla sua storia e al messaggio spirituale che ancora oggi la sua testimonianza può trasmettere.
È proprio attraverso iniziative come questa che la memoria può diventare conoscenza e la conoscenza può trasformarsi in una testimonianza consegnata alle generazioni future.
La celebrazione non si è conclusa con la Santa Messa.
Al termine, l’Arcivescovo ha raggiunto la cappella dove è custodita la tomba di Suor Chiara e ha benedetto il luogo nel quale riposano le sue spoglie. È stato un momento raccolto e intenso, vissuto con grande partecipazione da quanti hanno voluto accompagnarlo con la preghiera.
Subito dopo, un altro momento particolarmente significativo: è stata scoperta la fotografia di Suor Chiara, finalmente collocata sulla lapide dove fino ad oggi mancava il suo volto.
Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico. Da oggi, chi si fermerà davanti alla sua tomba non incontrerà soltanto il suo nome inciso nella pietra, ma potrà anche riconoscere il suo volto.
E forse proprio questo rende ancora più concreta la memoria di Suor Chiara: un volto che ci permette di avvicinarci a una donna, alla sua storia e alla sua testimonianza di fede.
Quello vissuto ai Cappuccini non è stato, dunque, soltanto un momento commemorativo. È stato un incontro tra passato e presente, tra la memoria di una donna vissuta quasi un secolo fa e una comunità che ancora oggi sente il desiderio di conoscerla, raccontarla e farne conoscere la testimonianza.
La numerosa presenza dei fedeli, la partecipazione dell’Arcivescovo, la presenza del nuovo parroco, le voci dei bambini, i loro disegni e l’impegno dell’Associazione Amici di Suor Chiara Di Mauro hanno composto insieme un momento di Chiesa bello e significativo.
Siracusa non vuole semplicemente ricordare Suor Chiara. Vuole conservarne la memoria e trasmetterla ai posteri, perché la sua storia, la sua testimonianza di fede e il patrimonio spirituale che ci ha lasciato possano continuare a parlare anche alle generazioni future.
In questo impegno l’Associazione Amici di Suor Chiara Di Mauro si sta spendendo con grande energia, passione e determinazione, affinché la figura di Suor Chiara sia sempre più conosciuta e valorizzata e perché il suo cammino possa essere riscoperto anche da quanti ancora non ne conoscono la storia.
Perché custodire una memoria significa anche avere la responsabilità di consegnarla a chi verrà dopo di noi.
E oggi, davanti a quella fotografia finalmente accanto al suo nome, sembra quasi che Suor Chiara possa continuare a guardare la sua città.
Una città che non vuole dimenticarla, ma custodirla, raccontarla e consegnarla al futuro.

Foto di Angelo DI TOMMASO;








