Agenti della Polizia di Stato hanno denunciato un dipendente pubblico, in servizio in un comune del siracusano, per i reati di peculato, truffa e falsa attestazione della presenza in servizio.
Nei confronti dello stesso è stata anche eseguita la misura cautelare personale di sospensione dai pubblici uffici per un anno.
L’attività è originata da un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, e condotta dagli investigatori della Polizia di Stato che hanno acclarato in capo al dipendente comunale comportamenti altamente censurabili come l’utilizzo dell’autovettura di servizio per fini privati, attuando atteggiamenti spregiudicati e dannosi per l’Ente Pubblico nel quale presta servizio, arrivando financo a portare l’autovettura di servizio a casa propria al termine del turno di lavoro utilizzandola come se fosse di sua proprietà.
È obbligo rilevare, comunque, che la posizione dell’indagato, per il quale vige il principio di non colpevolezza sino al terzo grado di giudizio, verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
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