30 settembre, Santa Rachele | Protettrice delle madri che hanno perso un figlio

Data 30 Settembre 2026

​Il 30 settembre la Chiesa cattolica e le tradizioni cristiane ricordano Santa Rachele, una delle figure femminili più celebri e intense dell’Antico Testamento. Sposa amata del patriarca Giacobbe e madre di Giuseppe e Beniamino, Rachele rappresenta nella storia biblica il simbolo dell’amore devoto, della pazienza e della maternità spirituale.

​La vicenda di Rachele è narrata nel libro della Genesi. Giacobbe, giunto in Mesopotamia presso lo zio Labano, si innamorò a prima vista di Rachele, la figlia minore, descritta come donna dal volto bellissimo e dall’aspetto avvenente. Per poterla sposare, Giacobbe accettò di lavorare per Labano per sette anni, che gli parvero pochi per il grande amore che nutriva per lei.

​Tuttavia, con l’inganno, Labano gli diede in sposa la figlia maggiore Lea. Giacobbe dovette quindi lavorare altri sette anni per condurre finalmente a nozze l’amata Rachele.

​La vita di Rachele fu segnata a lungo dal dolore della sterilità, un dramma profondo per le donne dell’epoca. Dopo anni di preghiere e sofferenze, Dio esaudì il suo desiderio e nacque Giuseppe, destinato a diventare viceré d’Egitto e salvatore della sua famiglia dalla carestia.

​La fine della vita di Rachele fu drammatica e toccante. Durante il viaggio verso Efrata (l’odierna Betlemme), Rachele andò incontro a un parto difficile. Prima di morire, diede alla luce il suo secondo figlio, chiamandolo Ben-Oni (“figlio del mio dolore”), nome che il padre Giacobbe mutò in Beniamino (“figlio della destra” o “della fortuna”).

​Rachele morì lungo la strada e venne sepolta lì dove si spezzò la sua vita. La Tomba di Rachele, situata alle porte di Betlemme, è tuttora un luogo di profonda venerazione per ebrei, cristiani e musulmani.

​Nei testi profetici, in particolare in Geremia, la figura di Rachele assume un valore universale: ella viene descritta come la madre che piange dai cieli per i suoi figli deportati in esilio. Questo passaggio biblico («Un grido si è udito in Rama, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli…») viene poi ripreso nel Nuovo Testamento per raccontare la strage degli innocenti ordinata da Erode.

​Per la sua storia intensa e commovente, Santa Rachele è considerata la protettrice delle madri, delle donne che desiderano una gravidanza e delle famiglie che affrontano momenti di difficoltà. Delle madri che hanno perso un figlio.

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