Beato Antonio Rewera: il martire francescano della fedeltà e della carità

di Salvatore BISICCHIA 
Oggi 1 ottobre la famiglia francescana ricorda il beato Antonio Rewera, esempio di cultura, zelo pastorale e fedeltà fino al martirio. Nato il 6 gennaio 1869 a Samborzec, nella regione di Swiętokrzyskie, entrò giovane nel clero di Sandomierz, dove divenne sacerdote stimato e insegnante di teologia nel seminario diocesano.

Grazie alla sua preparazione e alla sua profonda vita spirituale, fu nominato direttore spirituale dei seminaristi, ruolo che esercitò con equilibrio e dedizione. Nel 1903 entrò nel capitolo della cattedrale, di cui divenne decano, e papa Benedetto XV lo insignì del titolo di prelato domestico, riconoscendo la sua autorevolezza ecclesiale.

La sua sensibilità francescana lo portò a guidare il Terz’Ordine di San Francesco, per il quale organizzò una vivace Associazione della Casa del Popolo, centro di formazione cristiana e sociale. Da questa esperienza nacque la Congregazione delle Figlie di San Francesco Serafico, che padre Rewera diresse fino al suo arresto.

Il 16 marzo 1942, durante l’occupazione nazista, fu catturato dalla Gestapo e deportato nel lager di Dachau, dove morì il 1º ottobre 1942 in seguito alle torture subite. La sua unica colpa fu quella di aver testimoniato Cristo con coerenza e coraggio.

Il 13 giugno 1999, san Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato insieme ad altri 108 martiri polacchi del nazismo, inserendolo nel Martyrologium Romanum nel giorno del suo sacrificio. 
Foto dal Web;
Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

Articoli collegati