Partecipazione, cultura e intrattenimento. Scende il sipario così sulla 14esima edizione del Codex Festival 2026 di Noto che saluta l’edizione 2026 con applausi scroscianti, riflessioni sulla propria città e nuovi legami con le realtà del territorio. Un percorso di tre weekend cominciato il 4 settembre e terminato il 4 ottobre, che ha reso gli Ex Magazzini della stazione, il Teatro Tina Di Lorenzo e il Convitto delle Arti luoghi da vivere, riscoprire e nutrire di azione e opinioni.
Spettacoli dal vivo, incontri di partecipazione civica, formazione e riflessione sul futuro della città, quindi, sono stati i protagonisti dell’ultimo fine settimana. A partire dallo spettacolo Antigone – Esercizi di democrazia, della compagnia materana IAC, seguito dal laboratorio di Poetry Slam condotto da Renata Prado e Giovanni Arezzo, realizzato con le classi terze del Liceo Classico Matteo Raeli di Noto. E un percorso sui temi dell’educazione civica e sugli articoli 9 e 11 della Costituzione italiana con lo spettacolo Micro Civico – costituzione in versi.
Di grande valore è stato il dibattito Connessioni tra centro e periferia – in collaborazione con Meraki Testa dell’Acqua – che ha coinvolto le realtà sociali del territorio: da Catania a Siracusa, fino a Palazzolo Acreide e alcune realtà internazionali per riflettere e individuare modelli virtuosi tra margini e centri, permettendo di costruire nuove forme di collaborazione.
Stimolante il percorso Amarene. Progetto speciale di scrittura collettiva ispirato a Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov curato da Orazio Condorelli, nato all’interno del festival per coinvolgere la città in una riflessione condivisa sul rapporto tra turismo, trasformazioni urbane, identità e futuro del territorio.
Concluso con la restituzione scenica dove cittadini, attori e curiosi in cerchio hanno rivelato desideri e insoddisfazioni per la propria città. Non solo cornice scenografica, ma anche luogo da vivere e ricostruire nella sua identità e nelle relazioni sociali per esserne orgogliosi.
La musica elettronica legata ai canti lituani ha fatto poi capolino a teatro Tina di Lorenzo con i Sutartronica. Il musicista e performer Victor Diawara e la folclorista e cantante Laurita Peleniute hanno creato un viaggio ultraterreno con canzoni popolari su temi di sorellanza, amore e lavoro a contatto con le proprie radici. Esibizione che ha fatto danzare e cantare in lituano tutto il pubblico in sala.
Il gran finale è arrivato con la prima regionale di La Classe di Fabiana Iacozzilli. Opera della regista – già vincitrice del Premio Ubu e recentemente insignita anche del prestigioso Premio Hystrio – che ha unito pupazzi e uomini in carne e ossa per enfatizzare un’infanzia segnata da paure e figure autoritarie.
Un’edizione, dunque, che ha racchiuso il valore dell’arte in tutte le sue forme: dalla musica, al teatro, all’arte del dialogo e della comprensione, fino all’arte dell’ascolto. Un festival che però è già in moto con il suo team per guardare al futuro con la 15esima edizione ricca di novità:
“Codex Festival Vol. 15 – dice il direttore artistico Salvatore Tringali – sarà ancora una volta una festa, ma anche un altro passo nel percorso che stiamo costruendo: dare vita a un centro per le arti performative e lo spettacolo dal vivo nel Sud Est siciliano.
Guarderemo al passato e al futuro. Porteremo avanti le relazioni nate in questa edizione e ne costruiremo di nuove. Guarderemo alla nostra Sicilia come centro del Mediterraneo, ma anche all’Italia e all’Europa, continuando a mettere in dialogo territori, artisti e comunità.
Cercheremo di essere concreti e utopici allo stesso tempo, tradizionali e sperimentali, fedeli alla nostra identità e aperti al cambiamento.
Seguiteci sui nostri canali: nei prossimi mesi inizieremo a raccontarvi ciò che vi aspetta a Codex Noto Festival Vol. 15.”.
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