Siracusa, servizi entrate a gara: Mangiafico attacca la clausola sociale “elastica” e chiede il ritiro in autotutela

Data 12 Ottobre 2026

Il Comune di Siracusa rimette a gara il servizio di supporto alla riscossione delle entrate, ma la clausola sociale scelta per tutelare i lavoratori finisce sotto accusa. Questo l’argomento che Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 e portavoce dei fari 80, 131 e 135, porta all’attenzione dell’opinione pubblica.

“Lo scorso 6 ottobre è stata firmata la determina dirigenziale 5063 con cui l’Amministrazione comunale di Siracusa rimette in gara il servizio di supporto alla gestione delle entrate per il quale ha lasciato impiegare alla attuale ATI aggiudicataria, costituita dalle società Municipia SpA e Top Network SpA, tutto il tempo possibile previsto dal precedente capitolato, ovvero i 36 mesi ordinari e i 24 di proroga, per un totale di cinque anni – spiega Mangaifico – Rispetto al “paniere” dei cosiddetti “servizi di supporto” che le Amministrazioni presiedute dall’attuale Sindaco hanno in questi anni spacchettato in uno spezzatino di micro-appalti, si tratta del servizio più delicato in quanto concerne la capacità di realizzare una banca dati unica e affidabile e garantire tutte le entrate comunali”.

L’aspetto preso in analisi è la “clausola sociale”, che trae origine dall’obiettivo di “garantire” la continuità lavorativa e retributiva del personale che da anni opera in questi settori e che spesso proviene dallo storico bacino degli ex-LSU di cui si rischia di perdere traccia e responsabilità amministrativa.

“Contestiamo, sia nel metodo sia nel merito, la “natura elastica” scelta dall’Amministrazione comunale per la cosiddetta “clausola sociale” di questa gara ed espressa al punto 10.3 della relazione generale che accompagna il capitolato tecnico. – aggiunge Mangiafico. La contestiamo nel metodo perché a fronte delle 33 unità provenienti dal “bacino storico” dei servizi di supporto, la gara contempla una dotazione di personale di 35 unità, o perché nel corso di questi cinque anni sono subentrate 2 nuove unità o perché ne prevede l’assunzione. Tuttavia, le 33 unità che storicamente afferiscono a questo bacino non sono unità impiegate “a tempo pieno”, ma a 30 ore, per cui non si comprende perché – in maniera indiretta – l’Amministrazione, anziché promuovere l’aumento delle ore del personale esistente e già skillato su questo tipo di attività, persegua l’obiettivo di introdurre nuovo personale o di garantire nuovo personale introdotto in questi anni.

A maggior ragione questa considerazione trova la sua ragion d’essere nel fatto che 3 delle “unità storiche” oggi verrebbero garantite a 40 ore anziché 30, avendo quindi riconosciuto nel tempo l’estensione del monte orario di lavoro a discapito delle altre 30”.

“Nel merito, invece, attraverso un arzigogolato meccanismo di riparametrazione delle 35 unità, di cui 32 a part-time, in “teoriche” 27 unità a full-time (denominati FTE pieni equivalenti al punto 5 della nota sulla congruità del costo del lavoro), i livelli dell’attuale personale vengano mediamente ridimensionati al ribasso, con un danno economico per il personale. Questa riparametrazione è certamente utile a non far capire più a quale livello sarà ri-assunto il personale che gode della “clausola sociale”.

Forse, per questa ragione, il corrispettivo fisso annuo di € 1.864.918,00 del capitolato del 2021 scende a € 1.690.444,55/anno nell’attuale capitolato. – afferma il leader del movimento. Negli ultimi otto anni, abbiamo assistito in tutti i vari “rivoli” dei “servizi di supporto” a queste interpretazioni “elastiche” delle clausole sociali, che hanno consentito l’inserimento di nuovo personale e la garanzia all’appalto successivo per i nuovi inseriti, senza risolvere mai i problemi atavici che il “vecchio personale” portava in dote con sé. Un meccanismo malato che non traghetterà mai l’obiettivo di avere servizi in cui opera un gruppo di lavoro a tempo pieno e indeterminato a garanzia di una migliore efficienza del servizio stesso”.

“Per questa ragione, – conclude Mangiafico – invitiamo l’Amministrazione a rivedere la documentazione affissa all’albo pretorio e a ritirarla in autotutela al fine di chiarire in modo esplicito la platea dei lavoratori che hanno realmente diritto alla clausola sociale e rispettarne in pieno i diritti”.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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