Siracusa tra buche e trazzere, Cavallaro attacca la Giunta: «Perché alcune strade sì e altre no?»

Data 27 Ottobre 2026

Corso Gelone, viale Teracati e viale Santa Panagia, tanto per fare un esempio di strade fortemente trafficate, sono ridotte in diversi tratti a vere e proprie trazzere. Intanto il Comune programma il rifacimento di alcune strade e piazze, con un investimento di 1,3 milioni di euro, senza che nei documenti progettuali esaminati emerga una valutazione comparativa che spieghi le scelte. Perché questa strada sì e quella no? Chi stabilisce le precedenze, sulla base di quali rilevazioni e con quali criteri verificabili?

Descrivere il degrado delle aree prescelte non spiega perché debbano avere precedenza rispetto alle altre. Richiamare sicurezza, accessibilità e decoro indica obiettivi condivisibili, ma non chiarisce come siano state individuate le situazioni più urgenti.

La stessa delibera di Giunta n. 117 del 21 ottobre 2026, che ha approvato il progetto esecutivo, precisa che il mandato per la ricognizione e gli indirizzi per individuare le opere sono stati impartiti dall’Amministrazione “per le vie brevi”. Ma dove sono documentati gli esiti della ricognizione? Quali strade sono state esaminate e perché quelle prescelte sono risultate prioritarie? Il provvedimento richiama esigenze e obiettivi generali, senza rendere verificabile il confronto tra le diverse situazioni. Per decidere come impiegare 1,3 milioni di euro, i cittadini hanno diritto di conoscere le rilevazioni, le valutazioni e le priorità che hanno determinato le scelte. Gli indirizzi saranno stati impartiti per le vie brevi, ma le ragioni delle decisioni devono essere chiare e verificabili da tutti.

Già ad aprile avevo denunciato pubblicamente questo problema e presentato una proposta precisa: censire i dissesti, stabilire priorità oggettive, prevenire le buche e fissare tempi certi di intervento, con controlli sui risultati. Un metodo da tradurre nei bandi e nei contratti del servizio. Alla proposta avevo allegato anche documentazione su sistemi moderni di monitoraggio delle strade, mappatura digitale dei dissesti e tecnologie per riparazioni rapide ed efficienti: strumenti concreti per prevenire il degrado e programmare gli interventi sulla base di dati oggettivi. Oggi torno sul punto: serve un elenco pubblico e aggiornato delle strade da sistemare, con stato di dissesto, grado di pericolo, CRITERI DI PRIORITÀ, interventi finanziati e tempi previsti. Gravità dei danni, intensità del traffico, sicurezza di pedoni, ciclisti e motociclisti, accesso a scuole e servizi devono essere elementi concreti e verificabili delle decisioni.

A margine, resta anche un problema di confronto istituzionale: ho dovuto aspettare oltre cinque mesi per avviare in Quarta Commissione la discussione della mia proposta sulla gestione e sulla sicurezza della rete stradale. Ora mi viene comunicata la necessità di attendere la nomina della nuova Giunta. Il consigliere comunale deve poter elaborare proposte di indirizzo da sottoporre al voto dell’aula: il confronto con l’assessore è utile, ma non può diventare una condizione per lavorare. È uno strano modo di intendere il ruolo del Consiglio comunale e delle sue commissioni.

La domanda resta dunque la stessa: perché questa strada sì e quella no? Finché i cittadini non potranno trovare una risposta chiara e documentata, la trasparenza resterà una parola nei comunicati. E loro continueranno a fare lo slalom tra le buche.

Paolo Cavallaro – Consigliere comunale

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