La terza volta fu quella definitiva. Con la professione cambiò nome in fra Angelo e nel 1700 divenne sacerdote. Da allora, secondo i biografi, fu davvero “angelo di nome e di fatto”. Parlava al popolo con un linguaggio semplice e diretto, capace di toccare i cuori. Alla predicazione si accompagnavano le guarigioni attribuite alla sua intercessione, che contribuirono a diffondere la sua fama in tutto il Regno di Napoli.
Non mancarono le prove: fra Angelo fu vittima di vessazioni diaboliche, alle quali rispondeva con penitenza, preghiera e un sorprendente senso dell’umorismo, che disarmava la paura e rafforzava la fede di chi gli stava accanto.
Morì ad Acri il 30 ottobre 1739. Beatificato nel 1825, è stato canonizzato il 15 ottobre 2017. Oggi i suoi resti mortali sono venerati nella basilica di Acri, dove continua a essere percepito come un padre vicino, un santo che ha conosciuto il dubbio e lo ha trasformato in speranza per tutti.