È intervenuto in prima persona, ascoltando residenti e imprenditori e prendendo impegni concreti. Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Siracusa, Damiano De Simone, ha partecipato all’assemblea cittadina organizzata dalla Consulta Civica presso l’ex Casa del Mutilato, davanti a una platea di cittadini stremati da un’emergenza che non dà tregua: acqua che manca in maniera spasmodica, senza alcun preavviso e per periodi indefiniti.
Un disservizio che, come raccontato direttamente da chi lo vive ogni giorno, si traduce in disagi economici ed esistenziali. Imprese che hanno dovuto abbassare la saracinesca e registrare mancati incassi, altre costrette ad affittare autobotti private per sopperire alla mancanza d’acqua, famiglie lasciate nell’incertezza per un servizio primario.
“Non è accettabile che un servizio essenziale si riduca a un’incertezza quotidiana – ha affermato De Simone durante il confronto – La gente non viene avvisata, non sa quando l’acqua tornerà, e nel frattempo paga il prezzo più alto”.
Nel suo intervento, il capogruppo azzurro ha puntato il dito contro le responsabilità dell’ATI, l’Assemblea Territoriale Idrica presieduta dal sindaco Francesco Italia.
“Il presidente dell’ATI è il sindaco Italia – ha sottolineato De Simone – cui va attribuita la responsabilità politica già dalla precedente gestione Siam verso le attività di vigilanza e controllo risultavano assenti motivo per cui oggi riceviamo in eredità una rete idrica in condizioni precarie, a tratti disfunzionali, fino alla mancata resistenza sull’applicazione della cauzione sulla odierna gestione. Ad oggi il mancato pressing sulle attività di ricognizione capillare dei guasti e una programmazione degli interventi, si traduce in una città che resta a secco senza preavviso”.
Da qui l’impegno annunciato in assemblea e che De Simone porterà in Consiglio comunale.
“In vista del prossimo bilancio preventivo – ha annunciato – presenterò un emendamento teso a erogare ristori concreti, per sostenere le imprese che hanno dovuto far fronte economicamente ai disagi causati dalla distruzione della rete idrica, ai danni per mancati incassi dovuti alla chiusura delle attività e ai soldi anticipati per l’affitto di autobotti per sopperire alla mancanza d’acqua”.
“È un obbligo morale della politica – ha concluso – stare al fianco di chi con i propri sacrifici manda avanti la comunità”.
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