Bisicchia, Di Tommaso e Liistro: tre amici, tre libri e un legame tra fede e scrittura

di Claudia GIBILISCO 

Le storie di Salvatore Bisicchia, Angelo Di Tommaso e Gaetano Liistro si intrecciano tra amicizia, fede e scrittura. Tre percorsi diversi, un legame comune e il valore di quegli incontri che, a volte, aprono strade inaspettate.

Ci sono incontri che arrivano nella nostra vita in momenti diversi e che, quasi senza accorgercene, finiscono per intrecciarsi tra loro. Persone che conosciamo per una circostanza particolare e che, con il tempo, ci permettono di scoprire nuovi interessi, condividere esperienze e intraprendere percorsi che non avremmo immaginato.

È così che ho conosciuto Salvatore Bisicchia, Angelo Di Tommaso e Gaetano Liistro, tre amici legati da un rapporto di stima e amicizia, accomunati anche dalla passione per la scrittura e dal desiderio di affidare alle pagine qualcosa della propria esperienza.

Il primo incontro, per me, è stato quello con Salvatore Bisicchia. Attraverso di lui si è aperta una strada che mi avrebbe portato a conoscere anche Angelo Di Tommaso, che mi ha accolto nella sua redazione, coinvolgendomi nel mondo della scrittura giornalistica e offrendomi l’opportunità di mettermi alla prova con gli articoli. Un’esperienza preziosa, che mi ha permesso di coltivare una passione e di scoprire quanto raccontare le storie degli altri possa diventare un’occasione di crescita personale. A volte, infatti, basta una persona che ci offre fiducia e un’opportunità per aiutarci a riconoscere capacità che magari non avevamo ancora pienamente scoperto.

Conoscendo Angelo Di Tommaso ho avuto modo di avvicinarmi anche al suo mondo attraverso il libro L’uomo che parlava al bambino. Un’opera che invita a guardare dentro se stessi, a ritrovare le proprie radici e ad ascoltare quella parte più autentica che continua ad accompagnarci anche quando diventiamo adulti. Attraverso il dialogo tra l’uomo e il bambino, il racconto ci conduce tra ricordi, affetti e fragilità, ricordandoci quanto la nostra storia personale contribuisca a costruire ciò che siamo. Crescendo, talvolta, lasciamo indietro una parte di noi, dimenticando sogni, emozioni e domande rimaste senza risposta. Ritornare a quel bambino significa anche imparare ad ascoltarsi, riconoscere le proprie ferite e fare pace con il proprio vissuto.

Nella trama di questi incontri è arrivato poi Gaetano Liistro, amico di entrambi. Il suo libro Nel nome di mia madre, nel segno della mia fede racconta il legame profondo con la madre Anna e il modo in cui la fede può accompagnare il dolore della perdita. La scomparsa di una persona amata lascia un vuoto difficile da colmare, ma il ricordo può trasformarsi in una presenza interiore che continua a sostenere e ad accompagnare il cammino. L’amore per una madre non si esaurisce con la sua assenza: rimane nei gesti, negli insegnamenti, nelle parole custodite nella memoria e in tutto ciò che quella persona ha saputo seminare nella nostra vita. La fede, in questo percorso, non cancella il dolore, ma può aiutare ad attraversarlo, affidando a Dio anche ciò che fatichiamo a comprendere.

Tre libri diversi, tre percorsi personali che raccontano altrettanti modi di attraversare la vita e di riconoscerne il valore. Eppure, accanto alle differenze, emerge un elemento che li accomuna: il desiderio di condividere esperienze autentiche, trasformando ricordi, domande e vissuti in parole capaci di raggiungere gli altri.

La loro amicizia aggiunge a questo intreccio un significato particolare. Perché dietro le pagine non ci sono soltanto autori e lettori, ma persone che si conoscono, si stimano e condividono un tratto del proprio cammino. È bello scoprire come un’amicizia possa diventare occasione di confronto, incoraggiamento e crescita, e come ciascuno, con la propria sensibilità, possa offrire qualcosa agli altri.

Domenica 18 ottobre, alle 18.45, presso il salone della Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, a Siracusa, sarà presentato il libro di Salvatore Bisicchia, Io, Francesco d’Assisi, la Regola e gli altri francescani. Un appuntamento che rappresenta anche un’occasione per ritrovare una persona che ha segnato l’inizio di questo percorso di conoscenza e per ascoltare la storia che si cela dietro la sua nuova opera.

La figura di san Francesco d’Assisi continua a parlare all’uomo di oggi con la forza della sua scelta evangelica, della fraternità, dell’umiltà e dell’attenzione verso gli ultimi. La sua testimonianza invita a riscoprire ciò che è essenziale, a costruire relazioni autentiche e a riconoscere nell’incontro con l’altro un’opportunità per crescere umanamente e spiritualmente. Sarà la presentazione del volume a offrire l’occasione per approfondire il percorso di riflessione proposto dall’autore.

Ripensando a questi incontri, mi accorgo che le storie non viaggiano mai da sole. Si intrecciano con le persone che incontriamo, con le occasioni che ci vengono offerte e con le parole che scegliamo di condividere. Un libro può raccontare una vita, ma un incontro può aprire una strada nuova; un’amicizia può diventare un sostegno prezioso e una passione condivisa può trasformarsi in un cammino da percorrere insieme.

Anche la scrittura, per me, ha assunto questo significato: non soltanto mettere insieme parole, ma ascoltare, comprendere e dare spazio alle esperienze degli altri. Dietro ogni storia c’è una persona, con le sue domande, le sue conquiste, le sue fragilità e la sua speranza. Raccontarla significa avvicinarsi con rispetto al suo vissuto e permettere che qualcosa della sua esperienza raggiunga altri cuori.

Tre amici, tre libri, tante storie da ascoltare. E la bellezza di averli incontrati in momenti diversi della mia vita, scoprendo che, talvolta, le relazioni più significative nascono proprio così: senza un progetto prestabilito, attraverso occasioni semplici che, con il tempo, rivelano il loro valore.

Perché la vita ci mette accanto persone che possono insegnarci qualcosa, incoraggiarci a intraprendere nuove strade e ricordarci che ogni esperienza, quando viene condivisa con sincerità, può diventare un dono. E forse è proprio questo il filo che unisce questi tre autori: la capacità di trasformare una parte della propria storia in parole che non rimangono soltanto sulla carta, ma diventano occasione di incontro, riflessione e condivisione.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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