Cantieri e autostrade, Feneal, Filca e Fillea: «Incontro subito con Aricò per fare il punto»

Data 30 Settembre 2026

Un incontro con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, per fare il punto sullo stato delle opere stradali e autostradali nell’Isola. Lo hanno chiesto i segretari generali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil Sicilia, Pasquale De Vardo, Paolo D’Anca e Giovanni Pistorio, che sottolineano l’importanza di «accelerare su cantieri e investimenti per colmare un divario che frena sviluppo, mobilità e futuro dell’Isola».

I sindacati, in particolare, chiedono un quadro chiaro a proposito degli interventi su A18, A19 e A20, principali dorsali stradali siciliane, circonvallazioni delle aree metropolitane e dei grandi centri urbani e viabilità secondaria e provinciale. Al centro del confronto anche le risorse disponibili e quelle ancora necessarie, i cronoprogrammi e le criticità che rallentano la realizzazione delle opere.

«La Sicilia – affermano i tre segretari generali – non può continuare a convivere con collegamenti insufficienti, strade provinciali in condizioni critiche e opere attese da anni. Bisogna accelerare e capire, opera per opera, quali sono gli ostacoli e come si intendono superare».

Per FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil Sicilia, il ritardo infrastrutturale ha inoltre un costo economico, sociale e ambientale che ricade sull’intera comunità. «Una mobilità lenta e congestionata – chiariscono De Vardo, D’Anca e Pistorio – aumenta infatti tempi di percorrenza, traffico ed emissioni. Collegamenti inadeguati penalizzano le imprese, rendono più difficile il raggiungimento dei luoghi di lavoro e servizi e aumentano l’isolamento di interi territori. A pagarne il prezzo sono soprattutto le aree interne, dove alla distanza fisica si aggiungono progressivamente spopolamento e impoverimento sociale, economico e culturale».

La questione riguarda anche il ruolo che la Sicilia vuole avere nel Mediterraneo. «Essere al centro del Mediterraneo – aggiungono i tre segretari generali – non basta se poi è difficile spostarsi all’interno della nostra stessa Isola. Senza collegamenti efficienti tra città, aree produttive, porti, aeroporti e poli logistici, la Sicilia perde competitività e rischia di rimanere ai margini delle opportunità economiche e commerciali del quadrante euromediterraneo».

Per le tre organizzazioni sindacali occorre quindi recuperare il tempo perduto, garantendo continuità agli investimenti e tempi certi nella realizzazione delle opere. «Non parliamo soltanto di strade e cantieri – proseguono – ma della possibilità di muoversi in sicurezza, di lavorare e fare impresa, di mantenere vivi i territori e di creare le condizioni perché i giovani possano immaginare il proprio futuro in Sicilia. Il ritardo che accumuliamo oggi diventa un debito che lasciamo alle prossime generazioni».

Da qui la richiesta di confronto con l’assessore Aricò con l’obiettivo di «conoscere lo stato reale degli interventi, le risorse disponibili e quelle mancanti, i tempi previsti e le ragioni dei ritardi. La Sicilia ha bisogno di cantieri che partano, di lavori che procedano e di opere che vengano completate. Colmare il deficit infrastrutturale non è più rinviabile – concludono De Vardo, D’Anca e Pistorio – significa rompere l’isolamento della Sicilia e costruire condizioni concrete di sviluppo e di futuro».

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

Foto reperita dal web

Articoli collegati