Il 1894 rimane un anno indelebile nella memoria storica di Palmi, segnato da eventi prodigiosi che si intrecciarono tragicamente e miracolosamente con il destino della cittadina calabrese.
Tutto ebbe inizio il 31 ottobre 1894, quando alcune fedeli, raccolte in preghiera nella chiesa del Carmine, notarono strani movimenti negli occhi della statua della Madonna. Le testimonianze, inizialmente circoscritte, parlarono di palpebre che si muovevano, pupille che cambiavano direzione e un volto che mutava espressione, passando dalla tristezza al sorriso. La notizia, diffusasi rapidamente, attirò centinaia di devoti e curiosi.
Di fronte al crescente fervore, le autorità ecclesiastiche scelsero la via della prudenza e del rigore scientifico. Monsignor Leone Gallucci avviò un processo canonico ufficiale, esigendo deposizioni scritte e giurate. I testimoni – tra cui magistrati, professionisti, clero e cittadini comuni – furono interrogati separatamente su circostanze precise come orari e posizioni, nel tentativo di verificare l’attendibilità e la coerenza dei racconti.
L’epilogo dell’evento è legato al 16 novembre 1894. A seguito delle continue richieste della cittadinanza, la statua fu portata in processione per le vie di Palmi. Proprio mentre il corteo attraversava la città, alle ore 18:52, un violento sisma colpì la Calabria meridionale, radendo al suolo gran parte degli edifici.

in foto, il luogo dove avvenne il miracolo;
Il fatto che gran parte della popolazione si trovasse in strada a seguire la processione, e quindi al riparo dai crolli delle abitazioni, fu interpretato dai fedeli come un segno tangibile di protezione divina.
Oggi, il “miracolo” di Palmi è studiato non solo sotto il profilo religioso, ma anche come un raro esempio di documentazione storica. Il processo canonico dell’epoca, che raccolse anche testimonianze eterogenee e scettiche, testimonia un approccio metodologico rigoroso, culminato nel 1895 con l’autorizzazione all’incoronazione della statua, simbolo sacro che ancora oggi lega indissolubilmente la comunità palmese a quei drammatici giorni di fine Ottocento.
Salvatore GAGLIOTI
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