A Palazzolo Acreide, la festa di San Paolo inizia molto prima della processione: comincia nel cuore dei più piccoli. Tra i riti che rendono questa ricorrenza un’esperienza indimenticabile, spicca la partecipazione dei bambini, orgogliosi portatori di labari e stendardi.
Il legame con San Paolo non si spiega, si impara camminando. È commovente vedere i bambini, già dai primi anni, sfilare con i labari tra le mani. Non sono solo insegne colorate, ma il segno tangibile di una appartenenza profonda. Per questi piccoli devoti, reggere un lembo dello stendardo significa ricevere il “testimone” della propria identità, un rito di passaggio che li rende, a tutti gli effetti, i guardiani del domani.
Il senso di appartenenza: Indossare o portare i colori della propria comunità fin da bambini infonde un radicato senso di orgoglio e rispetto per le proprie origini.
La continuità viva: Vedere un bambino accanto a un anziano, entrambi uniti dallo stesso labaro, è la dimostrazione più pura che la tradizione di Palazzolo è inarrestabile e sempre nuova.
La sacralità del gesto: Attraverso il servizio dei labari, i piccoli imparano il valore della partecipazione collettiva, comprendendo che la festa non è uno spettacolo da guardare, ma una missione da vivere insieme.
Quando i vicoli di Palazzolo si riempiono di stendardi che sventolano, la presenza dei bambini trasforma la solennità in un canto di speranza. È in quel momento che la fede diventa un filo invisibile che lega le generazioni: ciò che oggi è cura e devozione nelle mani di un bambino, domani sarà la memoria storica e culturale che continuerà a rendere unico il popolo di Palazzolo.
È proprio grazie a questo coinvolgimento precoce che la festa non rischia mai di invecchiare, restando sempre giovane e vibrante come chi, con orgoglio, la porta per le strade del paese.
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