La 14esima edizione del Codex Festival 2026 di Noto chiude il suo percorso immersivo nelle arti performative contemporanee e riflessioni sociali. E lo fa in un ultimo weekend, 30 settembre – 4 ottobre, ricco di appuntamenti. Un fine settimana che arriva dopo quello del 18 – 20 settembre vissuto nella sua essenza al Teatro Tina Di Lorenzo e al Convitto delle Arti.
Tanti gli ospiti del penultimo weekend che ha registrato un generoso numero di presenze a partire dai Sutta Scupa, a La Sparanoia di Niccolò Fettarappa, i concerti di Gianluca Gill, Mirko Fanciullo e Dancemalora, il circo contemporaneo fino alla compagnia finlandese Kapy Company. Presenze, simbolo della vocazione di un festival che intreccia linguaggi differenti e crea occasioni di incontro tra artisti, cittadini e comunità.
Il terzo e ultimo weekend dal 30 settembre al 4 ottobre sarà per Noto una nuova opportunità di intrattenimento con spettacoli dal vivo, d’azione con la partecipazione civica, formazione e riflessione sul futuro della città.
L’ultima fase, inoltre, guarda con particolare attenzione e cura alle generazioni del futuro. Non mancherà il teatro per l’adolescenza con uno spettacolo rivolto alle scuole superiori per avvicinare i giovani ai grandi classici e ai temi della cittadinanza attraverso il linguaggio del teatro: Antigone – Esercizi di democrazia, della compagnia materana IAC.
Sempre relativo all’ambito delle attività dedicate alle scuole è in corso – in questi giorni – il laboratorio di Poetry Slam condotto da Renata Prado e Giovanni Arezzo, realizzato con le classi terze del Liceo Classico Matteo Raeli di Noto.
Un percorso sui temi dell’educazione civica e sugli articoli 9 e 11 della Costituzione italiana, che culminerà il 1 ottobre con lo spettacolo Micro Civico – costituzione in versi. Una restituzione pubblica del lavoro svolto dagli studenti.
Inarrestabile anche il percorso di Amarene. Progetto speciale di scrittura collettiva fortemente voluto dal Codex Festival e curato da Orazio Condorelli, nato all’interno del festival per coinvolgere la città in una riflessione condivisa sul rapporto tra turismo, trasformazioni urbane, identità e futuro del territorio.
Iniziativa che prende spunto da Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov e che dialoga idealmente con i temi affrontati durante l’incontro “Chi vive questa città?”, che ha visto la partecipazione del sociologo Giovanni Semi. Amarene proseguirà il 25 settembre e il 30 settembre alle ore 17:30 presso il Teatro Tina Di Lorenzo, a partecipazione gratuita, per terminare con l’esito scenico finale di venerdì 2 ottobre.
Il 2 ottobre mattina il festival ospiterà un momento di confronto dedicato al rapporto tra centro e periferia, in collaborazione con Meraki Testa dell’Acqua, basandosi su un percorso che da tempo mette in dialogo diverse comunità e realtà del territorio.
La sera, dopo la presentazione di Amarene, è la volta di Sutartronica, il concerto-teatro lituano del musicista e performer Victor Diawara e della folclorista e cantante Laurita Peleniute che reinterpreta anche canzoni popolari polifoniche fondendole con i generi elettronici contemporanei.
Il Festival farà scendere il sipario sulla 14esima edizione il 3 ottobre con uno degli spettacoli più attesi dell’intera edizione: La Classe di Fabiana Iacozzilli, in prima regionale siciliana.
Opera della regista – già vincitrice del Premio Ubu e recentemente insignita anche del prestigioso Premio Hystrio – che si conferma una delle figure più autorevoli del teatro contemporaneo italiano.
“Codex – dice il direttore artistico Salvatore Tringali – conclude così il proprio percorso 2026 con uno spettacolo che interroga memoria, educazione e costruzione dell’identità collettiva, temi che attraversano idealmente l’intero festival. Percorso che dura quattordici anni e continua a essere un luogo di incontro tra arti contemporanee e comunità”.
Foto reperita dal web








