Esiste un luogo fatto di pietra nera che abbraccia Catania ed il suo stupendo lungomare: quell’area della costa, tra Ognina e San Giovanni Li Cuti, adagiata sopra un letto di antiche masse di colate laviche solidificate.
La costa catanese fu scolpita e dipinta dai pennelli devastanti di un’eruzione dell’Etna, quella del 1669.
Oggi, mentre camminavo per il lungomare di Catania, che è in fase di riqualificazione, sentivo con emozione di vivere davvero la storia.
Sono stata orgogliosa e felice di passeggiare su quelle centenarie scogliere nere, rocce stratificate di lava, frastagliate e variegate, intersecate da piscine naturali.
Il respiro viene trattenuto dinanzi a cotanta bellezza e la vista s’annebbia nell’ammirare pezzi di mare tra gli anfratti del nero pietrame e spezzoni di cielo che si fondono con le onde come dipinti di un pittore impazzito c’ha usato solo due colori: l’azzurro ed il nero.
Allora, come raccontare Catania ed il suo favoloso mare senza citare la maestosa dama nera, la Vulcana?
Maria Luisa VANACORE
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