Dietro una delle feste patronali più sentite della provincia ci sono mesi di lavoro, volontari e un obiettivo comune: custodire una tradizione che ogni anno rinnova la fede e l’identità di un’intera Comunità.

In vista dei festeggiamenti in onore di San Paolo Apostolo, patrono di Solarino, il Direttore di Siracusa Next24, Angelo Di Tommaso, ha intervistato il Comitato dei festeggiamenti per conoscere il lavoro che precede la festa e il significato che essa continua ad avere per i solarinesi.

Angelo Di Tommaso: Organizzare una festa patronale come quella di San Paolo richiede un grande lavoro. Da dove si comincia?
Comitato: «La preparazione inizia praticamente appena si conclude l’edizione precedente. Analizziamo ciò che ha funzionato e ciò che può essere migliorato, perché il nostro desiderio è far crescere la festa anno dopo anno. Accanto al parroco opera un gruppo che coordina tutte le attività, ma il contributo di tanti volontari è fondamentale: dai portatori e dalle portatrici a chi cura la liturgia, il decoro della chiesa, le celebrazioni nei quartieri e gli aspetti organizzativi. Anche il Comune e le associazioni collaborano per la riuscita della parte civile della manifestazione».

Angelo Di Tommaso: La festa è anche un momento di incontro per l’intero paese. Quanto conta questo aspetto?
Comitato: «Conta tantissimo. La festa patronale è certamente un evento religioso, ma rappresenta anche un’occasione per ritrovarsi, rafforzare i legami e sentirsi parte della stessa comunità. Vedere tante persone partecipare agli appuntamenti religiosi, culturali e ricreativi significa vedere Solarino vivere un forte senso di appartenenza».

Angelo Di Tommaso: Qual è il messaggio che San Paolo continua a trasmettere ancora oggi?
Comitato: «San Paolo continua a parlare attraverso la sua testimonianza. È il santo della conversione, del coraggio e della speranza. Ci insegna che ogni persona può cambiare strada, rialzarsi dopo una caduta e mettere la propria vita al servizio degli altri. È questo il messaggio che desideriamo consegnare soprattutto ai giovani».
Angelo Di Tommaso: Ogni anno il programma riesce a coniugare fede, tradizione e spettacolo. Come nasce questo equilibrio?
Comitato: «La collaborazione tra parrocchia, istituzioni e volontari è fondamentale. Abbiamo sempre ben presente che il protagonista della festa è San Paolo. Per questo il programma cerca di valorizzare sia il momento religioso sia quello civile, offrendo occasioni di partecipazione per tutti, senza mai perdere di vista il significato autentico della festa.»

Angelo Di Tommaso: Guardando al futuro, quale sogno custodisce il Comitato?
Comitato: «Il nostro desiderio è continuare a far crescere questa festa mantenendo salde le sue radici cristiane. Vorremmo coinvolgere sempre più giovani, perché siano loro i custodi di questa tradizione negli anni a venire. A tutti rivolgiamo un invito semplice ma sincero: vivere i giorni della festa con fede, gioia, rispetto e spirito di condivisione, riscoprendo il valore dell’essere comunità attorno al nostro Santo Patrono».
Angelo DI TOMMASO
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