Festa di Tutti i Santi. Immagine dal Web
Da claudia.gibilisco@libero.it il 2026-10-31 14:47
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Inviato dTutti i Santi, una festa che appartiene a tutti: la santità non ha età
Il ricordo dei racconti di una nonna, la devozione verso i Santi e l’esempio di Carlo Acutis: il 1° novembre ci ricorda che la santità è una strada aperta a ciascuno di noi.
Ci sono ricordi dell’infanzia che rimangono custoditi nel cuore e che, con il passare degli anni, acquistano un significato ancora più profondo. Tra questi, conservo quelli legati ai racconti di mia nonna, che spesso mi parlava dei Santi che sentiva più vicini, di quelli ai quali si rivolgeva con fiducia per affidare le proprie intenzioni, le preoccupazioni e le speranze.
Ricordo il modo in cui ne parlava, con quella semplicità tipica di chi vive la fede non soltanto come tradizione, ma come un rapporto intimo e quotidiano. Per lei i Santi non erano figure lontane, confinate nelle immagini sacre o nelle pagine dei libri di storia religiosa. Erano presenze amiche, esempi da seguire, intercessori ai quali rivolgersi nei momenti di bisogno. Attraverso quei racconti ho imparato, forse senza rendermene conto, che la fede si alimenta anche di piccoli gesti, di affidamento e di quella fiducia che permette di non sentirsi mai soli.
Il 1° novembre, con la Festa di Tutti i Santi, la Chiesa celebra proprio questa straordinaria comunione. Non soltanto i Santi ufficialmente riconosciuti e proclamati dalla Chiesa, ma anche quella moltitudine di uomini e donne che hanno vissuto nella fedeltà al Vangelo, spesso lontano dai riflettori, senza ricevere riconoscimenti pubblici. Persone che hanno fatto della propria esistenza un dono, attraverso l’amore, la carità, il perdono, il servizio e l’attenzione verso gli altri.
È una festa che, forse, meriterebbe di essere celebrata con maggiore partecipazione e consapevolezza, perché appartiene davvero a tutti. Non è una ricorrenza riservata a pochi eletti, né una celebrazione che riguarda soltanto figure eccezionali. Ci ricorda, piuttosto, che ciascuno di noi è chiamato alla santità, nella propria condizione di vita, nella propria famiglia, nel lavoro, nelle relazioni e nelle difficoltà di ogni giorno.
E soprattutto, per diventare santi, non bisogna necessariamente aspettare di raggiungere un’età matura. A ricordarcelo è una testimonianza vicina al nostro tempo: quella di Carlo Acutis, il giovane che ha saputo vivere la propria fede con straordinaria semplicità e autenticità. Appassionato di informatica, innamorato dell’Eucaristia, Carlo ha dimostrato che si può essere giovani, vivere pienamente il proprio tempo e, allo stesso tempo, mettere Dio al centro della propria esistenza.
La sua storia ci consegna un messaggio importante: la santità non è una questione anagrafica, non dipende dagli anni vissuti, ma dalla capacità di amare, di scegliere il bene e di riconoscere Gesù nella quotidianità. Carlo ci insegna che non occorre compiere gesti straordinari per essere vicini a Dio. A volte è proprio nella normalità della vita che si nasconde la grandezza della fede.
In fondo, è questo il messaggio più bello della Festa di Tutti i Santi: non siamo chiamati ad ammirare soltanto chi ha raggiunto la santità, ma a lasciarci ispirare dal suo esempio per provare, ogni giorno, a percorrere la stessa strada.
Forse dovremmo riscoprire questa ricorrenza anche attraverso i nostri ricordi familiari, le persone che ci hanno trasmesso la fede, le nonne e i nonni che ci hanno insegnato a pregare, che ci hanno parlato dei loro Santi e che ci hanno lasciato in eredità una devozione semplice, ma profonda.
E allora, in questo 1° novembre, proviamo a chiederci: abbiamo anche noi un Santo al quale siamo particolarmente legati? Qualcuno al quale ci rivolgiamo nei momenti difficili, che sentiamo vicino nel nostro cammino o il cui esempio ci aiuta a trovare la forza di andare avanti?
La Festa di Tutti i Santi è anche questo: riscoprire che il cielo non è distante dalla nostra vita e che la santità non è un traguardo irraggiungibile, ma una chiamata che comincia qui, nelle piccole scelte di ogni giorno.
Perché, in fondo, diventare santi significa imparare ad amare come Gesù ci ha insegnato. E questa strada è aperta a tutti, giovani e anziani, senza distinzione.








