Una città non si misura soltanto dalle sue strade, dai suoi edifici o dai servizi che riesce a offrire. Una città si misura soprattutto dalla capacità dei suoi cittadini di prendersi cura gli uni degli altri, specialmente di chi vive momenti di fragilità e di sofferenza.
In questo senso, il volontariato rappresenta una delle ricchezze più preziose del nostro territorio. Sono tante le associazioni che, con generosità e spirito di servizio, affiancano le istituzioni e spesso contribuiscono a colmare quelle mancanze strutturali che inevitabilmente si manifestano in contesti complessi come quello sanitario e sociale.
Le volontarie e i volontari che ogni giorno operano negli ospedali, nelle case di riposo, nelle parrocchie e nei luoghi della sofferenza testimoniano che la solidarietà non è una parola astratta, ma un impegno concreto che si traduce in presenza, ascolto e vicinanza. Dove c’è una persona che dona gratuitamente il proprio tempo agli altri, lì cresce una società più giusta, più accogliente e più attenta ai bisogni di tutti.
Facendo parte dell’AVULSS, vivo questa realtà in prima persona e posso testimoniare quanto il volontariato sia una straordinaria scuola di umanità. Entrare nelle corsie di un ospedale, incontrare persone che attraversano momenti difficili e donare loro un po’ del proprio tempo significa ricevere molto più di quanto si offre. Questa esperienza mi ha fatto crescere come persona, mi ha arricchito di incontri, di emozioni e di sentimenti profondi. Mi ha insegnato il valore dell’ascolto, della vicinanza silenziosa e della condivisione.
Il mio servizio si svolge presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, un luogo dove la vita si manifesta ogni giorno nella sua forma più bella e sorprendente. Tra quelle corsie si incontrano mamme in attesa, neonati che si affacciano per la prima volta al mondo e famiglie che vivono la gioia indescrivibile di una nuova nascita.
Eppure, accanto alla gioia, esiste anche il dolore. Gli stessi reparti che celebrano la vita custodiscono talvolta lacrime silenziose, gravidanze interrotte troppo presto, malattie che mettono a dura prova il corpo e lo spirito. È proprio in questi momenti che il volontariato rivela tutta la sua importanza. Non sempre servono parole. A volte basta esserci: offrire un sorriso, una carezza rassicurante o semplicemente un ascolto sincero.
Il nostro compito non è surrogare medici e infermieri, il cui lavoro resta insostituibile, ma portare quel volto umano che spesso riesce ad arrivare dove i tempi e le procedure non possono giungere. Una presenza discreta che aiuta le persone a sentirsi meno sole.
Pur mantenendo sempre un approccio rispettoso e aperto verso tutti, porto spesso con me, nella tasca del camice, un Santo Rosario. Lo stringo tra le mani soprattutto quando incontro persone segnate da grandi sofferenze. E proprio in quei momenti ho scoperto quanto la fede, il rispetto reciproco e l’umanità possano creare ponti inattesi tra persone di culture e religioni diverse. Ricordo ancora una giovane donna marocchina che parlava della Madonna con una dolcezza e una devozione che mi hanno profondamente commossa. In quel dialogo ho compreso ancora una volta che ciò che unisce gli uomini è spesso più grande di ciò che li divide.
Ogni persona incontrata lungo questo cammino è diventata parte della mia storia. Ogni volto, ogni racconto, ogni sorriso ricevuto rappresenta un dono prezioso che porto nel cuore. È commovente scoprire come un semplice gesto di gentilezza possa illuminare il buio di una stanza d’ospedale e trasformare, anche solo per un momento, il dolore in speranza.
L’emozione più grande arriva quando, camminando per strada, incontro qualcuno che mi riconosce come la volontaria di quei reparti e mi saluta con affetto. È allora che comprendo il vero valore del nostro servizio. Quel piccolo seme di speranza continua a crescere anche oltre le mura dell’ospedale, lasciando tracce invisibili ma profonde nella vita delle persone.
In questi anni ho imparato che nessun gesto è troppo piccolo. Ogni atto di gentilezza possiede la forza di cambiare una giornata, alleviare una sofferenza e accendere una luce nel cuore di qualcuno. La vera ricchezza del volontariato risiede proprio in questo: lasciare un’impronta positiva nelle persone e contribuire a costruire una cultura della solidarietà capace di diffondersi e diventare contagiosa.
Per questo motivo è importante sostenere e valorizzare tutte le realtà associative presenti nella nostra città. Esse rappresentano una scuola di cittadinanza attiva, un esempio per i giovani e una risposta concreta ai bisogni di chi soffre.
Le volontarie e i volontari ci ricordano ogni giorno che nessuno dovrebbe sentirsi solo. Ci insegnano che la vera grandezza di una città non sta in ciò che possiede, ma nell’amore che sa esprimere verso i suoi figli più fragili.
Concludo con le parole che il fondatore dell’AVULSS, Don Giacomo Luzietti, ha lasciato come autentico testamento spirituale ai volontari: “Chiedo ad ognuno di essere apostolo di pace e riconciliazione, perché la pace e la riconciliazione sono la base su cui creare ogni rapporto umano sia tra i volontari sia verso i fratelli sofferenti e malati che siamo chiamati a servire”.
Parole che continuano ancora oggi a indicare la strada e a ricordarci che ogni gesto compiuto con amore può diventare un seme di speranza per il mondo.
Claudia GIBILISCO
Foto reperita dal web








