“Non una fuga, ma un compimento” | Riflessione sull’Assunzione di Maria di don Raffaele Aprile

Data 12 Agosto 2026

Maria Assunta in Cielo

riflessione di don Raffaele APRILE 

Il 15 agosto la Chiesa contempla Maria che, alla fine della sua vita terrena, è stata portata in cielo “con anima e corpo”. Non è una fuga dalla terra. È il compimento di una vita spesa nell’ascolto e nel servizio.

Maria è la prima discepola che tocca la meta. In Lei vediamo già cosa Dio prepara per tutti noi.
Se Gesù è risorto e vive, Maria ci dice che anche la nostra carne è amata da Dio. Nulla di noi va perduto: neanche le fatiche, le lacrime, le attese.

L’Assunta non ci allontana dal quotidiano. Ci insegna a viverlo con occhi nuovi. Come Lei a Cana, a Gerusalemme, ai piedi della Croce, anche noi siamo chiamati a dire “eccomi”, a portare Gesù agli altri, a custodire la pace in casa.

Maria in cielo è Madre e Segno. Madre che continua a vegliare sui suoi figli, come ha fatto a Siracusa con le sue Lacrime. Segno di speranza: la morte non ha l’ultima parola, l’amore sì. Guardando a Lei, chiediamoci: dove sto mettendo il cuore?

L’Assunta ci ricorda che siamo fatti per il cielo. E allora impariamo a vivere già da ora con umiltà, purezza e carità, “come i bambini” che si fidano del Padre.

Maria, porta della gloria, accompagnaci.
Fa’ che anche la nostra vita diventi un “sì” che profuma di cielo. Amen.

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