San Luigi IX, il Re Santo: le reliquie custodite nel Duomo di Monreale

di Salvatore BISICCHIA 
Ludovico (Luigi IX), sovrano di Francia, nacque il 25 aprile 1215 in Poissy. Incoronato re di Francia, Luigi si assunse il compito, davanti a Dio e agli uomini, di diffondere il Vangelo. Si iscrisse al Terz’Ordine francescano e fu esemplare nella vita di preghiera, di mortificazione e di carità verso i poveri. Protesse e difese gli Ordini mendicanti.
Nell’anno 1244 fu sorpreso da una fortissima febbre. Guarito, volle di persona guidare una crociata per la liberazione della Terra Santa. Assalito dai Turchi, venne sconfitto e fatto prigioniero.

Dopo essere stato rilasciato, proseguì come pellegrino per la Terra Santa, dove compì numerose opere di bene. Tornato in Francia, governò con giustizia e cristiana pietà, fondando la Sorbona e preparando una nuova crociata. Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l’esercito. Luigi IX, sentendosi morire, si fece adagiare con le braccia incrociate sopra un letto coperto di cenere e cilicio, dove spirò. Era il 25 agosto del 1270.

Il papa Bonifacio VIII lo dichiarò santo nei 1297.

IL RE CROCIATO A MONREALE[2]

La vicenda delle reliquie di San Luigi IX di Francia ed il prestigio monarchico della Capitale del Regno di Sicilia

Il 25 agosto di ogni anno, nella Basilica di Monreale, sopra Palermo, si svolgono le celebrazioni in suffragio di S. Luigi IX Re di Francia, nella ricorrenza della sua morte.

 Nel duomo di Monreale, infatti, vengono ospitate parte delle spoglie mortali del “Re Santo” che morì di dissenteria (25 agosto 1270) subito dopo lo sbarco a Tunisi […].
Re Luigi morì in terra di infedeli e non si potevano lasciare le sue spoglie in quei luoghi ostili […]. Bisognava rimpatriare il suo cadavere. Il giorno dopo la sua morte, si dovette procedere ai macabri preparativi destinati a rendere trasportabile il corpo. Si fece bollire il cadavere del Re in una miscela d’acqua e di vino, in modo che le carni si staccassero dalle ossa, parte preziosa del corpo da conservare.

Alla difficoltà logistica del trasporto dei resti mortali, subentrò immediatamente, un ostacolo politico-diplomatico tra il figlio di Re Luigi, Filippo III e lo zio Carlo d’Angiò re di Sicilia. Quest’ultimo, intravedendo il prestigio per il proprio reame di poter vantare la presenza di un tale ospite, voleva che il corpo vi restasse tutto intero. Infatti, Re Luigi oltre ad essere stimato dai sovrani di tutta Europa, era già considerato santo. La diatriba fu risolta in tal modo: le interiora e le carni furono deposte in un sepolcro nella cattedrale di Monreale, mentre le ossa e il cuore furono sistemati in un reliquiario portato in Francia per essere affidato all’abbazia di Saint-Denis, necropoli regia.

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