Autismo, insulti sui social e “Dopo di noi”: Sorbello, «Serve una vera integrazione sociosanitaria»

Data 20 Agosto 2026

Un padre pubblica sui social una foto in cui è al mare con la figlia autistica. Appaiono entrambi felici, ma vengono ben presto assaliti da tantissimi, pesanti insulti lanciati sui social.

Anche il taglio corto dei capelli della ragazzina viene criticato – dichiara Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico – senza che questi deficienti si rendano conto cosa comporti per lei andare dal parrucchiere, stare immobile e farsi toccare la nuca anche per un semplice shampoo.

Il padre è un deputato (il palermitano Davide Faraone) e questo avrà contribuito a ringalluzzire questi leoni da tastiera, ma il mio pensiero è rivolto ai tanti familiari che vivono da invisibili per le istituzioni che avrebbero il dovere di sostenerli, quelli delle persone autistiche che non saranno mai autosufficienti e che per tutta la vita avranno bisogno di qualcuno accanto.

Negli ultimi anni il numero di persone con una diagnosi di disturbo dello spettro autistico – prosegue Sorbello, che è anche presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa – è cresciuto in modo esponenziale, ma il livello di consapevolezza della società e della politica anche locale resta purtroppo a livelli vergognosi.

Nei mesi scorsi la Regione Siciliana ha restituito allo Stato 5 milioni di euro del fondo “Dopo di noi” per non essere stata capace di spenderli correttamente.

E la legge sul “Dopo di noi” del 2016 è ancora ampiamente non applicata anche in provincia di Siracusa. Ingenti risorse disponibili e non utilizzate per sostenere le persone con disabilità grave e le loro famiglie, per costruire percorsi di autonomia e dare una risposta alla domanda che assilla tutti i genitori di persone con disabilità: cosa ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò più?

Manca da noi una reale integrazione sociosanitaria, che viene sollecitata anche dai sindacati che ma vede purtroppo Comuni ed Asp non dialogare come dovrebbero: sociale e sanitario restano separati, i distretti socio-sanitari sono un fallimento, anche perché privi di autonomia giuridica.

Foto dal Web;

 

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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