Dopo essere stato rilasciato, proseguì come pellegrino per la Terra Santa, dove compì numerose opere di bene. Tornato in Francia, governò con giustizia e cristiana pietà, fondando la Sorbona e preparando una nuova crociata. Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l’esercito. Luigi IX, sentendosi morire, si fece adagiare con le braccia incrociate sopra un letto coperto di cenere e cilicio, dove spirò. Era il 25 agosto del 1270.
Il papa Bonifacio VIII lo dichiarò santo nei 1297.
IL RE CROCIATO A MONREALE[2]
La vicenda delle reliquie di San Luigi IX di Francia ed il prestigio monarchico della Capitale del Regno di Sicilia
Il 25 agosto di ogni anno, nella Basilica di Monreale, sopra Palermo, si svolgono le celebrazioni in suffragio di S. Luigi IX Re di Francia, nella ricorrenza della sua morte.
Alla difficoltà logistica del trasporto dei resti mortali, subentrò immediatamente, un ostacolo politico-diplomatico tra il figlio di Re Luigi, Filippo III e lo zio Carlo d’Angiò re di Sicilia. Quest’ultimo, intravedendo il prestigio per il proprio reame di poter vantare la presenza di un tale ospite, voleva che il corpo vi restasse tutto intero. Infatti, Re Luigi oltre ad essere stimato dai sovrani di tutta Europa, era già considerato santo. La diatriba fu risolta in tal modo: le interiora e le carni furono deposte in un sepolcro nella cattedrale di Monreale, mentre le ossa e il cuore furono sistemati in un reliquiario portato in Francia per essere affidato all’abbazia di Saint-Denis, necropoli regia.
Foto dal Web;








