Sulla base di un questionario distribuito alle aziende associate e alle imprese dei settori
alberghiero, extra-alberghiero, della ristorazione e dei servizi turistici della provincia, il Centro
Studi della CNA di Siracusa stima in via prudenziale fra i 6 e gli 8 milioni di euro il danno
economico diretto subito dalla filiera turistica siracusana in conseguenza della chiusura e delle limitazioni operative dell’aeroporto di Catania, causate dall’attività eruttiva dell’Etna dal 6 agosto in poi.
Le imprese rispondenti dichiarano circa 3.200 tra clienti, prenotazioni e servizi persi in via
definitiva a causa di cancellazioni e mancati arrivi, al netto dei clienti recuperati su altre date o arrivati tramite Comiso, Palermo o altri mezzi.
La ristorazione è il comparto più colpito in valore assoluto, seguita dal comparto alberghiero, dai servizi turistici e dall’extra-alberghiero.
Si tratta di una stima prudenziale, non di una misurazione effettiva. Il calcolo parte dai danni
medi dichiarati dalle imprese che hanno risposto. Questi danni sono stati proiettati sulle 1.761 imprese dei settori alberghiero, extra-alberghiero e della ristorazione censite in provincia da Unioncamere-InfoCamere, ipotizzando che ne sia stata colpita solo una parte, tra il 40% e il 55%. La stima non comprende gli oltre 5.500 affitti brevi non imprenditoriali, l’indotto e il calo delle prenotazioni ancora in corso: per questo l’intervallo scelto è volutamente prudente.
Il dato più preoccupante riguarda il futuro immediato: il 57% delle imprese osserva un
rallentamento delle nuove prenotazioni riconducibile all’emergenza anche dopo la
riapertura dello scalo, con un calo stimato mediamente del 38%. L’onda lunga dell’emergenza rischia di estendersi ben oltre le giornate di chiusura dell’aeroporto, erodendo la coda della stagione.
A rendere più pesante il bilancio è il contesto in cui l’emergenza è maturata: quasi due terzi delle imprese rispondenti dichiarano che prima del 6 agosto l’andamento dell’attività era migliore rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’eruzione ha interrotto una stagione in crescita, non una stagione debole.
«Questi numeri confermano che non possiamo più permetterci di affrontare ogni emergenza
come un fatto imprevedibile. Bisogna prevedere soluzioni strutturali, valorizzando lo scalo di
Comiso anche attraverso una rimodulazione degli investimenti già previsti e nuovi investimenti infrastrutturali, sia in termini stradali sia in termini ferroviari, per garantire alla provincia di Siracusa una vera alternativa operativa in caso di crisi» – dichiara Rosanna Magnano, Presidente di CNA Siracusa.
«I dati raccolti dal Centro Studi fotografano un danno reale, concentrato in poche settimane ma destinato a farsi sentire ancora a lungo sulle prenotazioni. Il comparto va sostenuto anche
attraverso strumenti mirati, capaci di compensare i danni subiti in una stagione che si
preannunciava in crescita e che l’emergenza ha bruscamente interrotto, senza disperdere il
lavoro fatto dalle imprese in questi mesi» – afferma Fabio Salonia, Presidente di CNA Turismo Siracusa.
Il Centro Studi CNA Siracusa proseguirà il monitoraggio degli effetti economici dell’emergenza e mette i dati della rilevazione a supporto delle valutazioni delle istituzioni competenti sull’entità degli effetti economici e sulle eventuali misure di sostegno alla filiera turistica del territorio.
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