Settembre a Grottasanta, il cammino di fede verso la festa dell’Addolorata

Data 1 Settembre 2026

di Claudia GIBILISCO 

Settembre non è soltanto il mese che segna la fine dell’estate e il ritorno alle consuete attività. Per una comunità cristiana è anche un tempo prezioso per riprendere il cammino, ritrovare la preghiera, riaccendere la partecipazione e tornare a vivere la propria fede non soltanto individualmente, ma insieme agli altri.

Il calendario liturgico di settembre sembra accompagnarci proprio lungo questo percorso, con alcune ricorrenze che hanno in Maria, nella Croce e nell’Eucaristia i loro punti di riferimento.

Si comincia l’8 settembre, con la Natività della Beata Vergine Maria. Celebrare la nascita di Maria significa guardare all’inizio della storia di Colei che Dio ha scelto per diventare Madre del Salvatore. È una festa che ci ricorda che spesso le grandi opere di Dio cominciano nel silenzio, nella semplicità, lontano dai clamori.

Il 12 settembre, con il Santissimo Nome di Maria, siamo invitati invece a riscoprire la forza di quel nome che da secoli i cristiani pronunciano nelle gioie e nelle difficoltà, affidandosi alla sua materna intercessione.

Poi arriva il 14 settembre, festa dell’Esaltazione della Santa Croce. La liturgia ci pone davanti al segno centrale della nostra fede: Cristo che sulla Croce offre la sua vita per amore. La Croce non è la celebrazione della sofferenza fine a se stessa, ma dell’amore che attraversa la sofferenza e la trasforma in speranza.

E subito dopo, il 15 settembre, la Chiesa celebra la Beata Vergine Maria Addolorata.

A Grottasanta questa memoria assume un significato ancora più profondo, perché la festa dell’Addolorata è una delle ricorrenze che la comunità vive con particolare intensità e solennità. Non è soltanto una festa religiosa inserita nel calendario: è un appuntamento che coinvolge la parrocchia e l’intero quartiere, diventando occasione di incontro, di preghiera e di partecipazione.

I giorni del Triduo preparano la comunità alla festa, creando un tempo nel quale fermarsi e lasciare che la figura di Maria Addolorata parli al cuore di ciascuno.

Maria ai piedi della Croce non pronuncia grandi discorsi. Rimane.

Rimane accanto al Figlio nel momento più doloroso. E proprio quel suo rimanere diventa una delle testimonianze più alte della fede.

È una presenza che parla anche alle tante persone che oggi attraversano una sofferenza, una perdita, una malattia, una difficoltà familiare o una prova che sembra impossibile da comprendere.

Per questo la festa dell’Addolorata non appartiene soltanto a chi già vive intensamente la fede. Può diventare una porta aperta anche per chi si è allontanato, per chi cerca una risposta, per chi sente il bisogno di affidare a Maria una propria sofferenza.

La processione rappresenta uno dei momenti più sentiti dei festeggiamenti. L’immagine dell’Addolorata attraversa le strade del quartiere e, per qualche ora, la preghiera esce dalla chiesa e incontra la vita quotidiana delle persone.

È un’immagine semplice ma potentissima: Maria cammina in mezzo alla sua gente.

Cammina nelle strade, accanto alle case, davanti alle famiglie, davanti a chi si affaccia alla finestra, a chi attende il passaggio della processione, a chi magari non entra abitualmente in chiesa ma riconosce in quella Madre un volto familiare.

La processione diventa così una vera espressione di comunità. Non è soltanto il percorso di una statua, ma il cammino di un popolo che porta con sé preghiere, affidamenti, speranze e anche dolori che spesso non trovano parole.

Eppure, dopo aver camminato per le strade, la comunità torna al cuore della propria fede: Gesù presente nell’Eucaristia.

Tra i momenti più significativi dei festeggiamenti vi è infatti l’adorazione di Gesù Sacramentato.

Ed è forse proprio qui che il cammino trova la sua destinazione.

Maria non trattiene a sé lo sguardo dei suoi figli: lo conduce a Gesù.

Dall’Addolorata all’Eucaristia, dalla contemplazione del dolore alla presenza reale di Cristo, la festa diventa così un invito a ritrovare l’essenziale. Dopo aver camminato insieme, ci si ferma davanti a Lui.

Nel silenzio dell’adorazione possiamo deporre ciò che portiamo dentro: le nostre paure, le nostre famiglie, le persone che amiamo, le nostre ferite e quelle del mondo.

È davanti a Gesù che ogni cammino trova il suo senso.

E così le celebrazioni di settembre diventano un vero cammino di fede: dalla nascita di Maria alla contemplazione del suo Nome, dalla Croce all’Addolorata, dalla devozione alla Madre all’incontro con il Figlio nell’Eucaristia.

Non semplici date da ricordare, dunque, ma tappe di un unico percorso.

Un percorso che la comunità di Grottasanta è chiamata a vivere non soltanto durante i giorni della festa, ma lungo tutto l’anno.

Perché una festa patronale, una processione, un triduo, un momento di adorazione non dovrebbero mai essere soltanto tradizioni da conservare.

Devono diventare occasioni per ricominciare.

Ricominciare dalla preghiera.
Ricominciare dalla comunità.
Ricominciare da Maria.
E soprattutto, ricominciare da Gesù.

Settembre ci offre ancora una volta questa possibilità.

E forse il messaggio più bello dell’Addolorata, mentre attraversa le strade di Grottasanta, è proprio questo: anche nelle nostre sofferenze non siamo soli. Maria cammina con noi e ci conduce verso Colui che ha vinto la morte e che nell’Eucaristia continua a rimanere in mezzo al suo popolo.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

Foto reperita dal web

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