L’inchiesta Nexus pone interrogativi gravi sulla gestione degli affidamenti pubblici e sui rapporti tra politica, uffici comunali e imprese. Siracusa ha diritto a risposte chiare e a iniziative concrete che tutelino la comunità e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Ribadiamo il massimo rispetto della presunzione di innocenza e del diritto di difesa di tutte le persone coinvolte. Esprimiamo fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, cui spetta accertare i fatti e le eventuali responsabilità penali. Sul piano politico e amministrativo, però, è necessario che chi governa la città renda conto delle proprie scelte e delle verifiche effettuate.
Le ipotesi emerse dalle notizie di stampa sono di una gravità estrema. Se confermate, delineerebbero un sistema nel quale risorse pubbliche e affidamenti sarebbero stati utilizzati per alimentare consenso politico ed elettorale e distribuire vantaggi privati. Un intreccio che coinvolgerebbe esponenti politici, soggetti dell’apparato amministrativo e imprese, piegando le procedure del Comune a interessi estranei a quelli della collettività.
Sarebbe un cortocircuito gravissimo tra politica, amministrazione e imprenditoria, un tradimento della fiducia dei cittadini e del dovere di gestire il denaro pubblico nell’interesse di tutti.
Siracusa non può permettersi che gli appalti diventino strumenti di scambio e di costruzione del consenso. Da questa vicenda deve levarsi un richiamo forte alla legalità e all’etica della politica, accompagnato da decisioni concrete per tutelare la comunità, i dipendenti che svolgono correttamente il proprio lavoro e le imprese che operano onestamente.
Chiediamo al sindaco Francesco Italia di riferire tempestivamente in Consiglio comunale sugli aspetti politici e amministrativi della vicenda emersi dalle notizie di stampa, fornendo chiarimenti sulla gestione degli affidamenti interessati dall’inchiesta e sulle iniziative adottate a tutela dell’interesse pubblico.
Chiediamo inoltre al sindaco e all’assessore alla Legalità e trasparenza Pietro Coppa di illustrare le misure anticorruzione concretamente attuate dal Comune, i controlli effettuati e i risultati prodotti. L’Amministrazione deve indicare quali ulteriori iniziative intenda assumere per rafforzare la prevenzione e avviare verifiche interne sulle procedure richiamate nell’inchiesta, garantendo autonomia alle strutture competenti e rendendo conoscibili, nei limiti consentiti dalla legge e dalle indagini, gli interventi adottati e i relativi esiti.
Riteniamo necessario avviare la rotazione dei dirigenti e del personale negli uffici maggiormente esposti al rischio, a partire da quelli che si occupano degli affidamenti e dei relativi controlli, secondo criteri oggettivi e modalità che assicurino competenza e continuità amministrativa. Una misura di prevenzione che rafforzi le garanzie di imparzialità e trasparenza, senza attribuire responsabilità indistinte ai dipendenti comunali.
Presenteremo le richieste di accesso agli atti necessarie per ricostruire le procedure relative alle opere che, secondo le notizie di stampa, risultano interessate dall’inchiesta, tra cui l’ostello per lavoratori migranti di Cassibile e l’edificio comunale ex Ufficio Casa ed Agricoltura. Approfondiremo gli affidamenti, l’esecuzione dei contratti, i pagamenti, i controlli e i ruoli dei RUP, dei dirigenti e degli altri soggetti intervenuti nei procedimenti.
Sulla base degli atti acquisiti e delle risposte dell’Amministrazione, assumeremo le conseguenti iniziative in Consiglio comunale. Il rispetto del lavoro della magistratura deve accompagnarsi al pieno esercizio del controllo politico e amministrativo. È ciò che faremo, nell’interesse di Siracusa e dei suoi cittadini.
Paolo Romano
Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Siracusa
Paolo Cavallaro
Capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di Siracusa
Foto reperita dal web








