100ª Giornata Missionaria Mondiale, la Diocesi di Siracusa in festa a Sortino: “Uno in Cristo, uniti nella missione”

Data 17 Ottobre 2026

Domenica 18 ottobre si celebra la 100esima Giornata Missionaria Mondiale: cento anni di preghiera, di annuncio, di condivisione e di attenzione alla missione della Chiesa nel mondo. “Un traguardo importante, che vogliamo vivere non soltanto come una ricorrenza, ma come una ripartenza” ha detto il direttore del Centro Missionario Diocesano, don Salvatore Musso.

Il tema scelto da Papa Leone XIV è: “Uno in Cristo, uniti nella missione”. “Una frase semplice, ma che dice molto: la missione comincia quando ci scopriamo uniti in Cristo e disponibili a lasciarci mandare da Lui”.
Sabato 17, Festa e Veglia Missionaria, a Sortino. “Sarà una occasione per pregare, ascoltare testimonianze, condividere la gioia della fede e, soprattutto, sentirci parte di una Chiesa che guarda oltre i propri confini e non smette di annunciare il Vangelo. Vorremmo che fosse una festa di tutta la nostra Diocesi: parrocchie, famiglie, giovani, consacrati, associazioni. confraternite” ha concluso don Salvo Musso.

Alle ore 21.00 veglia missionaria diocesana presieduta dall’Arcivescovo mons. Francesco Lomanto, con la presenza di padre Pietro Ciuciulla, superiore provinciale dei Missionari Comboniani in Italia.

In occasione della 100esima Giornata Missionaria Mondiale, l’arcivescovo Lomanto ha inviato un messaggio alla comunità diocesana.

“Cento anni fa qualcuno ebbe un’intuizione grande: riunire tutta la Chiesa, un giorno all’anno, attorno alla missione. Da allora, di domenica in domenica, di generazione in generazione, quel fiume non si è mai fermato. Ha portato il Vangelo nelle foreste e nelle periferie, ha sostenuto migliaia di missionari e missionarie, ha intrecciato le nostre comunità con Chiese sorelle in ogni angolo della terra”.
L’arcivescovo ha ricordato che “la missione non è affare di pochi coraggiosi che sono partiti per terre lontane. E il compito di tutti i battezzati. E il tuo compito, è il mio compito, è il compito della nostra Chiesa di Siracusa”.

Non possiamo annunciare l’amore se non ci amiamo. Non possiamo dire «Dio è Padre» se non ci trattiamo da fratelli. L’unità non è un optional per perfezionisti: è la condizione della missione.

La missione comincia sulla porta di casa: nel condominio dove abiti, nella scuola dei tuoi figli, nel posto di lavoro, nel bar dove prendi il caffè, nella periferia che sembra dimenticata da tutti. Lì ci sono volti che aspettano – magari senza saperlo – una parola di speranza, uno sguardo accogliente, una presenza che non giudica. Vi chiedo, unendo la mia voce all’appello del Santo Padre, tre gesti semplici che possono cambiare tutto.

Pregate. Prendete il santo rosario – come faceva la Beata Pauline Jaricot, che duecento anni fa inventò il Rosario Vivente proprio per le missioni – e affidate al Signore i missionari e le missionarie, le Chiese perseguitate, i giovani che cercano un senso. E chiedete al Padre il coraggio delle vocazioni missionarie: che anche dalla nostra terra, magari dalla vostra famiglia, possa levarsi un «eccomi, manda me».

Testimoniate. Non con discorsi complicati, ma con la vita: con la riconciliazione in famiglia, con l’onestà sul lavoro, con la gentilezza verso chi è solo, con la gioia di chi sa di essere amato da Dio. La missione più convincente è quella che non fa rumore e non si arrende.

Donate. L’offerta della Giornata non è una colletta tra le tante: è il modo concreto con cui il Papa sostiene, attraverso le Pontificie Opere Missionarie, le Chiese più povere del mondo. Anche un piccolo dono, fatto col cuore, diventa un abbraccio che arriva lontano”.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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