​Commento al Vangelo | Insieme per Amore: Dio e il Prossimo

Data 24 Ottobre 2026

di don Raffaele APRILE 

Carissimi fratelli e sorelle,

Il Vangelo di oggi ci porta nel cuore della nostra fede. Un fariseo, dottore della Legge, interroga Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il grande comandamento?”

Nella Legge ebraica i precetti erano 613. Era facile perdersi, discutere, creare una religione di cavilli. Quel dottore chiede: qual è l’essenziale? E Gesù risponde citando ciò che ogni ebreo pregava ogni giorno.

1. IL PRIMO AMORE: AMERAI IL SIGNORE

Gesù cita lo Shemà Israel dal Deuteronomio: “Ascolta, Israele: amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente” (Dt 6,4-5).

Notate: con TUTTO. Non a metà. Non a tempo perso.

Amare Dio con il cuore vuol dire amare con gli affetti, non con un Dio idea, ma con un Dio persona.
Con l’anima, cioè con la vita, con le scelte.
Con la mente, cioè con l’intelligenza, studiare la fede, non vivere da cristiani abitudinari.

Come ci ricorda Sant’Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Se ami davvero Dio, tutto il resto troverà il suo posto. Senza questo primo amore, anche la carità più bella diventa filantropia.

Il rischio di oggi è proprio questo: un cristianesimo senza Dio al centro. Tante cose da fare, ma poco amore per Lui.

2. IL SECONDO, UGUALE AL PRIMO: IL PROSSIMO

E poi Gesù aggiunge qualcosa che nessuno si aspettava. Cita il Levitico: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18).

E dice una frase rivoluzionaria: “Il secondo è simile al primo”.

Per Gesù non ci sono due amori, ce n’è uno solo che si muove su due gambe. Non puoi dire di amare Dio che non vedi, se non ami il fratello che vedi, ci dirà poi San Giovanni nella sua Prima Lettera (1Gv 4,20).

E chi è il prossimo? Non è solo chi mi è simpatico. Il prossimo è colui che Dio mette sul mio cammino oggi: mia moglie, mio marito, mio figlio adolescente che non mi ascolta, il confratello difficile, il povero che mi disturba.

Madre Teresa di Calcutta lo diceva così: “Se non possiamo fare grandi cose, possiamo fare piccole cose con grande amore”.

3. LA MISURA: COME TE STESSO

Infine Gesù ci dà la misura: come te stesso.

Siamo chiamati ad amarci in modo sano. Tante volte non amiamo il prossimo perché non amiamo noi stessi. Viviamo con sensi di colpa, rancori, ferite non perdonate.

Amarsi come Dio ci ama: riconoscersi figli amati, perdonati. Solo chi si sente amato può amare.

Concludo con Papa Francesco nella Fratelli Tutti, n. 92: “L’amore che si estende al di là dei confini è alla base di ciò che chiamiamo amicizia sociale”. L’amore non è sentimento romantico, è decisione, è croce, è servizio.

Fratelli, oggi Gesù ci chiede di tornare all’essenziale. La domanda non è: quante preghiere hai detto? Ma: quanto hai amato?

Chiediamo alla Vergine Maria, che ha vissuto perfettamente questi due amori, di insegnarci ad amare Dio senza riserve e il prossimo senza misura.

Amen.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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