Mt 5,1-12a – Tutti i Santi – 1 Novembre
La santità è la nostra vocazione “Rallegratevi ed
esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.”
Fratelli e sorelle,
Gesù sale sul monte. Non è un dettaglio. Come Mosè sul Sinai, Gesù è il nuovo legislatore, ma non dà una legge che schiaccia, dà la carta d’identità del cristiano: le Beatitudini.
Il mondo oggi ci dice: beati i furbi, beati i ricchi, beati i potenti. Gesù ribalta tutto: beati i poveri in spirito, beati i miti, beati i perseguitati.
Cosa ci sta dicendo? Tre cose brevi:
1. Santo non è chi è perfetto, ma chi è povero. Povero in spirito è chi, come ci ricorda Papa Francesco in Gaudete et exsultate n. 67, sa di non bastare a se stesso e ha bisogno di Dio. Il santo è un mendicante di cielo.
2. La santità è piangere e lottare per amore. Beati gli afflitti, beati i misericordiosi. Non è una santità da immaginetta. È quella raccontata nel suo libro, Don Raffaele, “Oltre il buio, la luce”: è passare dal buio della prova alla luce della misericordia. Come diceva Don Tonino Bello, “beati quelli che hanno il cuore in tumulto”.
3. La santità è gioia già ora. Gesù conclude: rallegratevi ed esultate. Il santo non è triste. Come diceva Santa Teresa d’Avila: “Un santo triste è un triste santo”. La ricompensa non è solo in cielo, inizia ora quando scegliamo di amare.
Allora oggi chiediamoci: quale beatitudine il Signore mi chiede di vivere oggi?
La Madonna, Regina di tutti i Santi, ci prenda per mano e ci porti oltre il buio, alla luce.
Amen.
Foto reperita dal web;








