Caro-carburante, CNA FITA Siracusa: «Ristori uguali per tutti, ma la Sicilia paga il peso di infrastrutture carenti»

Data 17 Settembre 2026

“I ristori statali per il caro-carburante, uguali per tutti gli autotrasportatori italiani, ignorano le differenze territoriali: un litro di gasolio non porta lontano allo stesso modo in Sicilia e in Lombardia.” Lo sottolinea CNA FITA Siracusa.

La differenza non è percezione ma matematica: un litro di gasolio copre meno chilometri sulle strade siciliane, spesso a scorrimento lento e prive di autostrade dirette, rispetto a quelle del Nord Italia. Anche il tempo di guida pesa: nelle stesse nove ore necessarie per percorrere la Roma-Milano, un mezzo pesante tra Catania e Trapani copre una distanza decisamente inferiore, a parità di consumi e di ore lavorate.

«I ristori sono uguali in tutta Italia, ma le condizioni produttive no» dichiara Francesco Lombardo, presidente di CNA FITA Siracusa. «L’aumento del costo del carburante ha solo amplificato un divario di produttività che le nostre imprese subiscono da sempre, e che qui in Sicilia incide più che altrove.»

Il tema non riguarda soltanto il settore dell’autotrasporto ma l’intero sistema produttivo siciliano, storicamente penalizzato da una rete infrastrutturale insufficiente rispetto al resto del Paese. “Le imprese di trasporto e logistica siciliane pagano le stesse tasse delle altre – sottolinea CNA FITA Siracusa – ma non dispongono di infrastrutture paragonabili, e per questo sostengono costi più alti.” L’associazione ritiene quindi che i vertici della Regione Siciliana dovrebbero definire un piano serio e condiviso sulle infrastrutture stradali siciliane e prevedere ristori mirati a compensare le carenze infrastrutturali del territorio. Su questo è doveroso sottolineare un dato altrettanto rilevante, i ristori di matrice regionale annunciati a fine maggio ed ancora fermi al palo.

In termini di infrastrutture CNA FITA Siracusa ricorda un caso emblematico che riguarda l’autostrada Siracusa-Catania. «È chiusa da quasi dieci anni al transito delle merci pericolose» spiega Lombardo. «Ogni carico di questo tipo è costretto a un percorso alternativo che comporta chilometri, tempo e carburante aggiuntivi: basterebbe sbloccare questa anomalia per un risparmio immediato e concreto per le imprese.»

Le imprese di trasporto e logistica del territorio non chiedono trattamenti di favore, ma condizioni di partenza eque: infrastrutture funzionanti, tempi certi e ristori proporzionati al reale svantaggio competitivo, non uguali a prescindere dal contesto produttivo in cui si opera ogni giorno.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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