Il Dio nel silenzio: l’intensa serata all’Auditorium Bethania con il cardinale Sarah

Data 23 Settembre 2026

Articolo e foto di Claudia GIBILISCO 

Una serata intensa all’Auditorium Bethania. Il cardinale ha parlato della presenza di Dio, della preziosità della vita, del silenzio e della bellezza della liturgia. A concludere l’incontro, la Santa Messa

Ci sono incontri che si ascoltano e altri che, in qualche modo, si portano a casa. La presentazione del libro Dio esiste?, con il cardinale Robert Sarah, è stata per molti dei presenti un’esperienza di questo secondo tipo.

Martedì 22 settembre, all’Auditorium dell’Opera Sacerdotale Bethania di Siracusa, il cardinale Sarah ha incontrato il pubblico in occasione della presentazione del suo libro, in una serata che ha avuto al centro una domanda tanto semplice quanto radicale: Dio esiste?

Una domanda che, nelle parole del cardinale, non sembra trovare risposta soltanto nei grandi discorsi teologici, ma anche nella capacità dell’uomo di fermarsi, fare silenzio e imparare ad ascoltare.

Ed è proprio dal silenzio che il cardinale ha preso le mosse. Non siamo mai soli, ha ricordato, anche quando abbiamo la sensazione che Dio taccia. Il silenzio di Dio, infatti, non necessariamente coincide con la sua assenza: può contenere risposte che l’uomo riesce a cogliere soltanto quando ritrova dentro di sé la capacità di ascoltare.

Un messaggio particolarmente significativo in un tempo nel quale il rumore sembra occupare ogni spazio e nel quale spesso si rischia di confondere il silenzio con il vuoto.

Nel corso del suo intervento, il cardinale ha affrontato anche uno dei temi che gli stanno maggiormente a cuore: la difesa della vita in ogni sua fase. La vita umana, ha sottolineato, conserva sempre la propria preziosità e merita di essere custodita e difesa, soprattutto quando è più fragile e vulnerabile.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla liturgia e alla bellezza della Santa Messa. Sarah ha richiamato il valore del sacro, del silenzio e della dimensione contemplativa della celebrazione, soffermandosi anche sulla tradizione liturgica e sulla necessità, a suo giudizio, di custodire ciò che considera una ricchezza della Chiesa.

Nel suo intervento non è mancato il riferimento alle difficoltà e agli attacchi che, secondo la sua lettura, possono riguardare la celebrazione secondo l’antico rito, fino a considerarne l’eliminazione un possibile pericolo spirituale, che egli ha letto anche nella prospettiva di un’insidia diabolica.

Ma il silenzio è tornato più volte come una sorta di filo rosso dell’intera serata. Saper ascoltare l’altro, saper ascoltare Dio, saper fare spazio alla sua voce: una capacità che oggi rischia di diventare sempre più rara.

Il cardinale ha parlato anche della difficoltà dell’uomo contemporaneo ad accettare l’esistenza di Dio e di come, davanti al silenzio divino, si possa arrivare a interpretare quel silenzio come un’assenza. Una tentazione che, nelle sue parole, può allontanare l’uomo dalla ricerca più profonda del senso della propria esistenza.

Sono stati molti gli spunti offerti durante l’incontro e, al termine dell’intervento, il cardinale ha risposto alle domande del pubblico. È stato un momento particolarmente atteso, perché ha permesso di entrare ancora più profondamente nei temi affrontati e di ascoltare direttamente le sue risposte.

Ma c’è un aspetto che forse va oltre le domande che gli sono state rivolte. Attraverso la sua catechesi, il cardinale Sarah è riuscito a parlare anche a tutti coloro che erano presenti e che, magari, erano arrivati a quell’incontro portando nel cuore dubbi, interrogativi, inquietudini e domande personali. Le sue parole sembravano infatti rivolgersi non soltanto a chi aveva avuto la possibilità di prendere il microfono, ma a ciascuno di noi.

In questo senso, la sua catechesi è diventata un momento di ascolto e di riflessione personale. Le domande poste dal pubblico erano anche, in qualche modo, le domande di molti dei presenti. E le risposte del cardinale hanno offerto spunti per continuare a cercare, a interrogarsi e soprattutto a non avere paura delle domande che abitano il cuore dell’uomo.

La serata ha avuto anche un momento per me particolarmente significativo. In occasione dell’incontro, ho avuto la possibilità di consegnare al cardinale Sarah il libro dedicato a Suor Chiara Di Mauro, un dono che l’Associazione Amici di Suor Chiara ha voluto offrirgli con il desiderio di contribuire a far conoscere sempre più la figura e la testimonianza della nostra monaca.

È stato un gesto semplice, ma carico di significato: affidare a una personalità della Chiesa una pubblicazione che racconta la vita e la spiritualità di Suor Chiara, nella speranza che la sua testimonianza possa essere conosciuta da un numero sempre maggiore di persone.

Per noi che custodiamo la memoria e la devozione verso Suor Chiara Di Mauro, poter consegnare quel libro proprio in una serata dedicata alla ricerca di Dio, alla fede e alla vita spirituale ha assunto un significato ancora più profondo.

Poi un altro momento di incontro, più semplice e personale: la possibilità di acquistare il libro e ricevere la firma del cardinale.

La serata è proseguita con la Santa Messa al Santuario di Gesù Sacerdote – Misericordia Infinita, a Bethania. E forse non poteva esserci conclusione più coerente con quanto ascoltato poche ore prima: dalle parole alla celebrazione, dalla riflessione al silenzio della liturgia.

Al termine della Messa, i saluti e le benedizioni, anche personali, hanno segnato la conclusione di una serata certamente particolare.

Si è tornati a casa con qualcosa in più: una domanda, forse, ma anche un invito. Quello a non avere paura del silenzio, a non scambiare il silenzio di Dio per la sua assenza e a imparare nuovamente ad ascoltare.

E per chi ha avuto la possibilità di essere presente, resta soprattutto l’emozione di aver ascoltato da vicino una voce autorevole della Chiesa, capace di parlare di Dio, della vita e della fede con parole forti ma profondamente radicate nella dimensione spirituale.

Forse è proprio questo il senso più autentico di una serata nata attorno a una domanda: Dio esiste?

La risposta, per chi crede, non è soltanto qualcosa da pronunciare. È una presenza da riconoscere, anche nel silenzio.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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