Maria Assunta in Cielo
riflessione di don Raffaele APRILE
Il 15 agosto la Chiesa contempla Maria che, alla fine della sua vita terrena, è stata portata in cielo “con anima e corpo”. Non è una fuga dalla terra. È il compimento di una vita spesa nell’ascolto e nel servizio.
Maria è la prima discepola che tocca la meta. In Lei vediamo già cosa Dio prepara per tutti noi.
Se Gesù è risorto e vive, Maria ci dice che anche la nostra carne è amata da Dio. Nulla di noi va perduto: neanche le fatiche, le lacrime, le attese.
L’Assunta non ci allontana dal quotidiano. Ci insegna a viverlo con occhi nuovi. Come Lei a Cana, a Gerusalemme, ai piedi della Croce, anche noi siamo chiamati a dire “eccomi”, a portare Gesù agli altri, a custodire la pace in casa.
Maria in cielo è Madre e Segno. Madre che continua a vegliare sui suoi figli, come ha fatto a Siracusa con le sue Lacrime. Segno di speranza: la morte non ha l’ultima parola, l’amore sì. Guardando a Lei, chiediamoci: dove sto mettendo il cuore?
L’Assunta ci ricorda che siamo fatti per il cielo. E allora impariamo a vivere già da ora con umiltà, purezza e carità, “come i bambini” che si fidano del Padre.
Maria, porta della gloria, accompagnaci.
Fa’ che anche la nostra vita diventi un “sì” che profuma di cielo. Amen.
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