È iniziata la settimana più strana dell’anno.
Fuori è già Halloween: locali addobbati, feste in maschera, bambini pronti al “dolcetto o scherzetto” di sabato 31. Una festa importata, ormai entrata ovunque, tra Siracusa e Catania, a colpi di social e vetrine.
Dentro, però, siamo già altrove. Siamo al 1 e 2 novembre. Ognissanti e il Giorno dei Defunti. Per noi siciliani non sono giorni tristi. Sono giorni di casa.
È la settimana in cui i forni sfornano le ossa dei morti. Poi ci sono i buonissimi totò. È la settimana della frutta martorana e della vecchia tradizione dei regali dei morti: nella notte più lunga, i nostri cari tornano e nascondono dolci per i piccoli.
Da una parte l’America ci dice di avere paura della morte. Dall’altra la Sicilia ci ricorda di apparecchiarle ancora un posto a tavola.
Tra zucche di plastica e ceri al cimitero, è questa la vera anima di questi giorni: un ponte sottile tra festa e memoria.
Foto realizzata con AI.
Foto reperita dal web;








