di Marzia DELL’AQUIA
“Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza per i defunti andare al Cimitero. Ognuno ll’adda fà chesta crianza; ognuno adda tené chistu penziero.”
E anche quest’anno è arrivata “la festa dei morti”. Quel momento in cui nelle nostre menti (ogni giorno affollate da attività quotidiane ed impegni), si crea spazio per chi non c’è più. Chi prima era parte integrante delle nostre giornate, ora è solo un ricordo.
Questa festività, col tempo, sta perdendo un po’ del suo spessore. Sono lontani i tempi in cui “i morticeddi” portavano dolci o giochi ai bimbi.
Nessun Halloween oscurava la nostra tradizionez era un momento di attesa per ricevere, ancora una volta, qualcosa da chi non c’è più.
Un modo per tornare ad essere amati, un modo per reintegrarli nelle nostre vite, perchè il loro ricordo diventasse nuovamente presenza gioiosa.
In cambio, le famiglie si affollavano ai cimiteri per portare fiori freschi ai cari, si adagiavano sui vasi, si pulivano i loculi, lo si faceva per riconoscenza, tutti insieme.
Non c’era il timore che i bambini potessero spaventarsi, una volta, probabilmente, la morte era più tollerata, era solo, “l’altra metà della luna”.
Nel 2017, la Pixar ha provato a rinarrare il mondo dei defunti con un cartone animato, “Coco”. La storia era elementare, forse per questo, toccante. Miguel, un ragazzino messicano, finisce accidentalmente nel mondo dei defunti, dove varie peripezie riesce a tornare a casa ed è lì che succede il miracolo. Al suo rientro, “ricorda” alla bisnonna del padre (allontanatosi da casa per suonare in giro per il mondo e morto poco dopo senza dare notizie alla famiglia) e di quanto, questo, la amasse. Forse è proprio questo il senso, del cartone, di questo giorno, che la vita e la morte, sono complementari, inseparabili. Finchè viene ricordata, un’ anima continua ad esistere.
Forse è questo il senso nel lutto e nella vita, sapere che se qualcuno si ricorda di noi, che ci ama, ci protegge, così facendo, ci consente di vivere.
Il ricordo è una delle cose più intime di una persona, nonché identitario: noi siamo ciò che ricordiamo e la nostra identità è indissolubilmente legata alle storie, alle radici e alle persone che ci hanno preceduto.
Foto realizzata con AI;
Foto reperita dal web;








