Rifiuti a Siracusa, il caso Tekra-Risam approda in aula: le richieste di Fratelli d’Italia su mezzi e lavoratori

Data 25 Settembre 2026

Come gruppo consiliare di Fratelli d’Italia abbiamo chiesto all’Amministrazione di chiarire gli eventuali riflessi della situazione di Tekra sul servizio di igiene urbana oggi gestito da Risam quale affittuaria del ramo d’azienda. La nostra interrogazione, protocollata il 7 settembre, sarà discussa in Consiglio comunale il 30 settembre e pone domande precise sulla continuità del servizio, sulla disponibilità dei mezzi e sui rapporti tuttora esistenti tra le due società.

L’interrogazione riguarda il procedimento unitario n. 122/2026 relativo a Tekra. Secondo quanto riportato dalla stampa sulla base delle risultanze del Registro delle imprese, la società ha presentato nel luglio scorso al Tribunale di Nocera Inferiore una domanda di accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, riservandosi di depositare successivamente la documentazione. Si tratta di un procedimento volto ad affrontare la situazione di difficoltà economica dell’impresa, la cui esatta natura ed evoluzione chiediamo di conoscere attraverso gli atti. La notizia di questa domanda, da sola, non consente di affermare che sia stata disposta la liquidazione giudiziale della società.

Vogliamo sapere quale sia oggi lo stato della procedura, quali provvedimenti siano stati adottati e se possano derivarne conseguenze sui rapporti contrattuali e sulla disponibilità dei beni ancora riconducibili a Tekra. Risam è infatti subentrata nell’esecuzione dell’appalto il 1° febbraio 2026 attraverso il contratto di affitto di ramo d’azienda stipulato il 22 dicembre 2025. Occorre quindi verificare quali legami economici e organizzativi permangano tra le due società e quale sia l’effettiva autonomia della gestione attuale.

A questo quadro si aggiungono le notizie di stampa emerse ieri su un’inchiesta penale e su sequestri riguardanti imprese attive anche nel settore dei rifiuti. Non disponiamo, tuttavia, di atti ufficiali che consentano di affermare che tali vicende penali riguardino Tekra o Risam, né di stabilire eventuali collegamenti con il servizio svolto a Siracusa. Occorre pertanto prudenza, mantenendo distinti il procedimento relativo alla crisi d’impresa e le ulteriori notizie di cronaca. Se fosse ufficialmente confermato che i fatti oggetto dell’inchiesta penale sono riconducibili a Tekra, il quadro sarebbe particolarmente allarmante e renderebbe ancora più urgente verificare ogni possibile riflesso sul servizio e sulla tutela dei lavoratori. Chiediamo all’Amministrazione di accertare se vi siano elementi di effettiva rilevanza per l’appalto comunale e di riferire sulla base della documentazione acquisita.

La preoccupazione è accresciuta dalla questione delle trattenute effettuate da Tekra sulle retribuzioni di alcuni lavoratori per il rimborso di finanziamenti mediante cessione del quinto, che non sarebbero state riversate alle società finanziarie. Anche queste circostanze richiedono un puntuale chiarimento, senza attribuire loro collegamenti con l’inchiesta penale che allo stato non conosciamo. I lavoratori interessati hanno già subito le decurtazioni sulle retribuzioni corrisposte da Tekra, ma il mancato riversamento lascerebbe irregolari le relative posizioni nei confronti delle finanziarie, mentre le trattenute sulle retribuzioni attuali proseguono con Risam. È necessario chiarire la destinazione delle somme e ottenere la regolarizzazione delle posizioni, evitando che sui dipendenti ricadano richieste di pagamento, ulteriori oneri o altre conseguenze per versamenti che non spettava a loro eseguire. Anche alle organizzazioni sindacali chiediamo quali verifiche abbiano svolto dopo gli accordi sottoscritti in occasione del passaggio del ramo d’azienda da Tekra a Risam. Stanno seguendo l’evoluzione della vicenda e il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori? Quali iniziative hanno intrapreso sulle somme trattenute da Tekra e che non sarebbero state riversate alle finanziarie? Come intendono ottenere la regolarizzazione delle posizioni e tutelare i dipendenti? Alla sottoscrizione degli accordi deve seguire una verifica costante della loro attuazione. I lavoratori hanno diritto di conoscere quali tutele concrete siano state attivate e con quali risurisultati.

Sul piano dell’organizzazione del servizio, particolare rilievo assume la disponibilità dei mezzi per la raccolta. Nella nostra interrogazione abbiamo richiamato il periodo iniziale di sei mesi durante il quale i mezzi riconducibili a Tekra sarebbero stati messi a disposizione di Risam, periodo ormai trascorso. Chiediamo di sapere se quel rapporto sia stato rinnovato o prorogato, a quali condizioni e per quanto tempo, oppure se Risam abbia acquistato mezzi propri o reperito veicoli da altri soggetti.

Occorre conoscere quanti mezzi siano oggi effettivamente disponibili, chi ne sia proprietario e quale titolo ne garantisca l’utilizzo. Sono informazioni essenziali per valutare la solidità dell’organizzazione del servizio e le garanzie della sua continuità.

Prendiamo atto delle rassicurazioni sulla regolarità del servizio e dell’acquisizione di documentazione annunciate dall’assessore Aloschi a inizio settembre. Nella seduta del 30 settembre ci aspettiamo di conoscere gli esiti di quel lavoro e le valutazioni dell’Amministrazione.

Il Consiglio comunale deve poter esercitare le proprie funzioni di controllo sulla base degli atti. Il nostro obiettivo è assicurarci che siano state svolte tutte le verifiche necessarie e che il Comune sia in grado di tutelare cittadini e lavoratori anche di fronte a eventuali difficoltà societarie o contrattuali. Su un servizio essenziale come la raccolta dei rifiuti, conoscere per tempo possibili criticità e soluzioni praticabili è una precisa responsabilità amministrativa.

Paolo Cavallaro | Capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di Siracusa

 

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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