di Claudia GIBILISCO
Ci sono esperienze che cambiano radicalmente il modo di guardare alla vita. A volte arrivano all’improvviso, spezzano le nostre certezze e ci costringono a fermarci, aprendo strade che non avremmo mai immaginato di percorrere. È da questa consapevolezza che nasce Io, Francesco d’Assisi, la Regola e gli altri francescani, il libro di Salvatore Bisicchia, una testimonianza intensa che intreccia malattia, fede e rinascita spirituale.
Ho appena terminato di leggerlo e ciò che mi ha colpito maggiormente è il percorso umano e interiore dell’autore, che racconta senza nascondere le proprie fragilità come la sofferenza abbia segnato una svolta decisiva nella sua esistenza. Prima della malattia, la sua vita procedeva come quella di tante persone, tra studio, lavoro e desiderio di realizzazione personale. Era cresciuto con sani principi, ma la fede non rappresentava ancora il centro delle sue scelte. Dio era presente, ma sembrava appartenere a un mondo distante dal suo.
Poi arriva il 20 gennaio 2024, una data che segna un prima e un dopo. Le sue condizioni di salute precipitano fino a una grave crisi respiratoria e cardiaca, che richiede manovre di rianimazione. Una situazione drammatica, nella quale ogni certezza umana sembra svanire. È durante lo stato comatoso che Salvatore racconta di aver sentito una voce rivolgergli un richiamo forte: se non preghi, muori. In quel momento sceglie di pregare e di vivere.
Da quell’esperienza nasce un cambiamento profondo. La SLA, con il suo carico di sofferenza e le difficoltà che comporta, diventa per lui anche occasione di risveglio spirituale. Non perché il dolore perda il suo peso, ma perché cambia lo sguardo con cui affrontarlo. Quella che avrebbe potuto essere soltanto una tragedia diventa anche l’inizio di un cammino nuovo, capace di fargli riconoscere ciò per cui vale davvero la pena vivere.
La sua ricerca di fede assume una direzione ancora più precisa quando, una notte, sente una voce che lo invita a farsi francescano. Il giorno seguente comincia a informarsi e prende contatti con la fraternità francescana di Santa Lucia al Sepolcro, a Siracusa. Il cammino intrapreso lo conduce, nei giorni scorsi, a compiere un passo significativo: la professione nella fraternità laica francescana, insieme alla moglie Delia. Un sì condiviso, che racconta come la fede possa trasformare non soltanto il rapporto con Dio, ma anche la vita di coppia e il modo di stare accanto agli altri.
Nel libro, la vicenda personale si intreccia con la figura di san Francesco d’Assisi, presentato come un esempio ancora attuale di umiltà, fraternità e fiducia nel Signore. Ampio spazio è dedicato alla Regola francescana, al suo significato e all’impegno concreto che richiede a chi sceglie di seguirla. Perché essere francescani non significa soltanto ammirare il Poverello, ma cercare di vivere il Vangelo ogni giorno, attraverso la semplicità, la carità e l’accoglienza del prossimo. Le preghiere inserite nel volume arricchiscono la narrazione e offrono al lettore occasioni di raccoglimento e riflessione.
L’opera si apre inoltre alla grande famiglia francescana, ripercorrendo le testimonianze di santi e beati che hanno lasciato un segno nella storia della Chiesa. Da sant’Antonio di Padova a santa Chiara d’Assisi, fino a figure legate alla spiritualità siciliana, come san Felice da Nicosia, santa Eustochia e suor Chiara Di Mauro, il libro restituisce un patrimonio di fede che attraversa i secoli e continua a parlare al presente.
A completare il volume, una piccola ma preziosa sorpresa: un calendario francescano che propone, per ogni giorno dell’anno, un santo o un beato della famiglia francescana. Una vera chicca per chi desidera approfondire queste figure e lasciarsi accompagnare quotidianamente dai loro esempi.
Io, Francesco d’Assisi, la Regola e gli altri francescani non è soltanto un racconto autobiografico, ma un invito a interrogarsi sulle priorità della propria esistenza. La testimonianza di Salvatore Bisicchia ci ricorda che non sempre possiamo scegliere ciò che ci accade, ma possiamo scoprire, anche nelle prove più dure, una possibilità di cambiamento e di speranza.
Chiudendo il libro, rimane una domanda che riguarda tutti: sappiamo riconoscere ciò per cui vale davvero la pena vivere? La storia di Salvatore ci invita a non dare nulla per scontato, a riscoprire il valore della preghiera e a lasciare spazio a Dio anche quando la vita prende direzioni inattese.
Perché, talvolta, proprio quando tutto sembra cambiare, può cominciare un cammino nuovo. E il primo passo è trovare il coraggio di dire sì.
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