Giornata di caos e di una Sicilia divisa in due sul fronte autotrasporto. Dopo la revoca del fermo annunciata martedì 20 ottobre dal Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) a seguito dell’incontro con il ministro Matteo Salvini, la protesta è ripartita.
Il CTS di Salvatore Bella ha revocato lo stop dopo aver ottenuto l’impegno per lo sblocco di circa 480 milioni – di cui 104 milioni per il Sea Modal Shift e 430 milioni di credito d’imposta sul gasolio – ma ha mantenuto lo stato di agitazione.
Il giorno dopo, il 21 ottobre, un’assemblea di almeno 200 autotrasportatori all’Interporto di Catania ha votato all’unanimità per proseguire la protesta a oltranza. La spaccatura è netta.
Nel Siracusano gli effetti sono immediati:
• Rifiuti: sospesa giovedì 22 ottobre la raccolta dell’indifferenziato a Siracusa per chiusura dell’impianto di conferimento a causa dello sciopero nazionale autotrasportatori. Invito ai cittadini a non esporre i sacchi la sera del 21. • Supermercati e distribuzione: dopo 5 giorni di fermo (16-20 ottobre il fermo ufficiale di 120 ore) si segnalano scaffali vuoti di ortofrutta, carne e latticini. • Posizione locale: CNA FITA Siracusa conferma di non aderire allo sciopero, scegliendo la via del dialogo con le istituzioni.
Per il 22 ottobre la situazione resta fluida: a Palermo decine di camion restano davanti al varco Santa Lucia, mentre al porto e ai caselli la protesta continua pacificamente in attesa del nuovo tavolo del 27 ottobre con il Governo.
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