Era il 29 agosto 1953 quando, in una modesta abitazione di via degli Orti di San Giorgio, a Siracusa, accadde qualcosa destinato a segnare per sempre la storia della città.

Nella camera da letto dei giovani coniugi Angelo Iannuso e Antonina Giusto, un piccolo quadretto in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, ricevuto in dono per le nozze, iniziò a versare lacrime. Antonina, in attesa del primo figlio e reduce da una gravidanza difficile, fu la prima ad accorgersi del fenomeno.
La notizia si diffuse rapidamente e, per quattro giorni, dal 29 agosto al 1° settembre, migliaia di persone raggiunsero quella piccola casa per vedere con i propri occhi ciò che stava accadendo. La lacrimazione si ripeté numerose volte e fu anche documentata attraverso fotografie e immagini cinematografiche. Il 30 agosto il cineamatore siracusano Nicola Guarino riuscì a filmare il fenomeno.
La Chiesa avviò immediatamente gli accertamenti. Una commissione medica presieduta dal dottor Michele Cassola esaminò le lacrime, mentre l’autorità ecclesiastica raccolse le testimonianze dei presenti. Il 12 dicembre 1953, i Vescovi di Sicilia dichiararono unanimemente di non poter mettere in dubbio la realtà della lacrimazione.
Da quel momento Siracusa divenne una delle grandi mete della devozione mariana. Quel piccolo quadretto, custodito oggi nel Santuario della Madonna delle Lacrime, continua a richiamare pellegrini da ogni parte del mondo.
A 73 anni da quei quattro giorni dell’estate del 1953, Siracusa torna a ricordare una storia nata in una casa semplice, davanti a un’immagine della Madonna, e diventata nel tempo patrimonio della fede di milioni di persone.
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