“Vinciullo continua a chiamare “minacce” le domande alle quali non vuole rispondere. Nessuno gli impone nulla: gli chiediamo di dire ai cittadini se Grande Sicilia Mpa voterà la sfiducia a Italia oppure continuerà a tenerlo in piedi sostenendolo. Una domanda semplice, alla quale oppone soltanto attacchi personali. Evidentemente rispondere gli costa più che insultare”. Lo dichiara il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata, replicando al commissario provinciale di Grande Sicilia.
“Per anni Vinciullo ha attaccato Italia e descritto la sua amministrazione come fallimentare. Oggi si affanna a giustificare chi la sostiene. Che cosa è cambiato? Dove sono finite tutte le sue battaglie? Prima contestava Italia, adesso attacca chi vuole sfiduciarlo. Da oppositore è diventato il difensore politico dell’amministrazione che criticava – aggiunge. Le lezioni di coerenza richiederebbero almeno un po’ di memoria della propria storia politica. La coerenza si dimostra quando bisogna scegliere, anche rinunciando alla convenienza del momento”.
Cannata interviene quindi sulle uscite dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia: “Vinciullo le usa per attaccarci, ma dimentica di raccontare dove sono andati alcuni di quegli eletti e quali incarichi hanno ottenuto. L’esempio più recente è Giovanna Porto: eletta con i voti di Fratelli d’Italia, passata all’MPA e poi nominata assessora nella Giunta Italia. Dall’opposizione all’assessorato: questo è il percorso politico che Vinciullo dovrebbe spiegare ai cittadini prima di impartire lezioni agli altri. Consiglieri eletti con noi finiscono con loro e ottengono un posto nell’amministrazione che avrebbero dovuto contrastare. E Vinciullo presenta tutto questo come una dimostrazione di forza politica. Quale forza? Quella di raccogliere eletti dell’opposizione e accompagnarli nella maggioranza di Italia? Non confonda il consenso conquistato nelle urne con gli spostamenti successivi degli eletti. Poi vengono a parlare a noi di poltrone e coerenza. Abbiano almeno il pudore di risparmiarci la predica. E sulle poltrone la chiarezza deve essere completa: Carta mi ha prospettato incarichi e scelte di nomi che ho respinto. Ci sono persone che possono confermarlo. Sfido pubblicamente lui e Vinciullo a smentirmi. Prima di attribuirmi richieste di posti, raccontino quali proposte mi sono state fatte e perché non le ho accettate. A me interessano persone capaci e risposte ai cittadini: non incarichi con cui mettere a tacere il dissenso”. Il punto resta Siracusa.
“Carta e Vinciullo continuano a sostenere Italia e devono assumersi fino in fondo la responsabilità politica dei fallimenti di questa amministrazione. Non possono tenerla in piedi oggi e presentarsi domani come protagonisti del cambiamento. Sono parte della maggioranza: rispondano delle sue scelte – conclude. Noi lavoriamo per costruire un’alternativa e non costruiremo alleanze con chi continua a sostenere Italia. La domanda resta: votate la sfiducia oppure continuate a tenerlo in piedi? Basta diversivi. Abbiate il coraggio di dichiarare ai siracusani la vostra scelta e che siete corresponsabili con Italia del fallimento del governo cittadino”.
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