Stefan Wyszyński. Il Primate della resistenza al comunismo, dalla prigionia alla beatificazione di Giovanni Paolo II

Stefan Wyszyński nacque il 3 agosto 1901 a Zuzela, in Polonia, allora parte dell’Impero russo, in una famiglia contadina. Sentì fin da bambino la chiamata al sacerdozio e fu ordinato sacerdote il 3 agosto 1924, nel giorno del suo ventitreesimo compleanno. Divenne vescovo di Lublino e ricevette l’ordinazione episcopale il 12 maggio 1946. Alla morte del cardinale August Hlond, il 22 ottobre 1948, gli succedette come arcivescovo metropolita di Gniezno e Varsavia e come Primate di Polonia. Affrontò l’offensiva anticattolica del regime comunista, che il 25 settembre 1953 lo fece imprigionare. Pur sotto stretta sorveglianza, continuò a pregare e a preparare il cammino della sua diocesi e dell’intera Chiesa polacca. Liberato il 26 ottobre 1956, poté recarsi a Roma per ricevere la berretta cardinalizia, dopo essere stato creato cardinale il 12 gennaio 1953. Proseguì il suo impegno religioso e civile per il rinnovamento della Polonia e accolse con gioia l’elezione del cardinale Karol Wojtyła, arcivescovo di Cracovia, al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II. Morì a Varsavia il 28 maggio 1981, solennità dell’Ascensione di quell’anno, a causa di un tumore allo stomaco. Fu beatificato il 12 settembre 2021 nel Tempio della Divina Provvidenza a Varsavia-Wilanów, durante il pontificato di papa Francesco.

Le sue spoglie riposano nella cripta della cattedrale di San Giovanni Battista a Varsavia, mentre la sua memoria liturgica si celebra il 28 maggio, giorno della sua nascita al Cielo.

Salvatore BISICCHIA

Immagine reperita sul web;

 

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