La scelta di Augusta quale hub nazionale per l’eolico offshore rappresenta un risultato strategico per il nostro porto, per la Sicilia e per l’intero sistema Paese. Per questo la notizia della significativa riduzione delle risorse destinate agli interventi infrastrutturali non può lasciarci indifferenti. Se Augusta è strategica per il Paese, deve esserlo fino in fondo. Il finanziamento previsto per Augusta passa infatti da 49,8 a 24,3 milioni di euro.
Comprendiamo le esigenze complessive di finanza pubblica e le scelte che il Governo è chiamato ad assumere, ma ritengo necessario chiedere che questa decisione venga rivalutata e che siano individuate le risorse necessarie a ripristinare lo stanziamento originariamente previsto. Non si tratta di difendere semplicemente un finanziamento destinato al nostro territorio.
Augusta è stata individuata dal Governo, con Taranto, come uno dei due hub prioritari italiani per lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore. È stata una scelta compiuta sulla base delle caratteristiche del nostro porto, della sua posizione, delle aree disponibili e delle sue potenzialità industriali e logistiche. Ridurre oggi quelle risorse rischia di rallentare un percorso sul quale il territorio e lo stesso Governo hanno deciso di puntare. Sono certo che ci siano ancora le condizioni per intervenire e individuare una soluzione.
Per questo chiederò, assieme a tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, che il dossier Augusta venga nuovamente valutato dal Governo e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Augusta non chiede un trattamento di favore. Chiede che venga mantenuto l’impegno assunto su un progetto considerato strategico a livello nazionale. Su questa partita dobbiamo essere tutti dalla stessa parte, perché riguarda il futuro industriale, energetico e occupazionale della nostra città, dell’intera Sicilia e dell’Italia intera.
Giuseppe Di Mare, sindaco di Augusta
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