​«Un nuovo centro a Catania condannerà Siracusa»: la battaglia dell’Osservatorio Civico per la sanità locale

Data 4 Ottobre 2026

La nostra sanità va migliorata senza attendere ancora e su questo  pensiamo che si sia tutti d’accordo. E’ essenziale che la provincia di Siracusa, che è stata penalizzata in passato, non subisca ulteriori danni per scelte che si starebbero per operare ancora una volta a vantaggio della vicina Catania.

I rappresentanti dell’Osservatorio Civico, il presidente Salvo Sorbello e il coordinatore tecnico-scientifico Franco Cirillo evidenziano un serio pericolo per la nostra provincia. In particolare, per quanto riguarda l’ictus è indispensabile disporre, al più presto, di un reparto di neuroradiologia interventistica, che nelle prime ore dall’evento sia in grado di salvaguardare la vita e le abilità del paziente.

“E’ importantissimo quindi – affermano Sorbello e Cirillo – intervenire senza indugio per evitare che a Catania nasca un terzo reparto di neuroradiologia interventistica, che vorrebbe dire la fine delle speranze di averne uno a Siracusa, come è invece necessario. Tra l’altro, quando sarà finalmente attivo il nuovo ospedale, avremmo un reparto collaudato, con personale già esperto. E soprattutto nel frattempo saranno salvate tante vite umane!

Se consideriamo che normalmente dal luogo dell’evento (casa o altro) il paziente viene trasportato in ambulanza al pronto soccorso più vicino, che solitamente lo sottopone a una Tac e a una visita neurologica, per poi decidere dove indirizzarlo, ci rendiamo conto di quanto ogni minuto sia essenziale”.

In questo momento sono già attivi i reparti Hub di neuroradiologia interventistica h24 presso il Cannizzaro ed il Nuovo Garibaldi di Catania, che procedono alla tromboaspirazione o alla trombectomia.

Mentre per l’infarto esistono attualmente in Sicilia circa 20 centri attrezzati, per l’ictus, che ha purtroppo la stessa incidenza dell’infarto, ce ne sono solo cinque. Secondo la Sin si registrano  circa 18.000 nuovi casi di ictus l’anno in Sicilia.

Si parla ora di attivare, presso l’ospedale San Marco di Catania, un altro punto Hub. Ci auguriamo si tratti di una notizia non veritiera, perché i parametri della rete ictus prevedono un punto di questo tipo ogni milione di abitanti. Se dovesse esserne aperto un altro a Catania, oltre ai due già operativi, è evidente che a Siracusa sarebbe precluso averne uno, di importanza capitale in particolar modo per alcune zone assai distanti dal capoluogo etneo.

Verrebbe quindi – dichiarano Salvo Sorbello e Franco Cirillo – di fatto compromesso il Dea di secondo livello che si vuole da decenni per Siracusa.  Un DEA (Dipartimento di Emergenza, Urgenza e Accettazione) di secondo livello serve infatti  a trattare le emergenze mediche e chirurgiche più gravi e complesse, fungendo da centro di riferimento principale (hub) per un’intera area vasta o regionale. Ricordiamo che i DEA di secondo livello assicurano la presenza attiva e continuativa di reparti ad alta specializzazione: Cardiochirurgia ed Emodinamica h24, Neurochirurgia, Chirurgia vascolare e Chirurgia toracica, Terapia intensiva neonatale (TIN), Unità Grandi Ustionati e Unità spinali e sono centri specializzati per il trauma maggiore e la gestione di reti tempo-dipendenti (ictus, infarto miocardico acuto e gravi politraumi).

Si tratta quindi di strutture che devono tenere nel massimo conto i tempi di percorrenza sulla base della viabilità.

Non dimentichiamo che il decreto firmato dall’allora assessore alla Salute Ruggero Razza (febbraio 2022) precisava: “L’intervento previsto con la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Siracusa, da caratterizzare quale DEA di II livello, si rende necessario al fine di dare risposta ai fabbisogni e alle esigenze del territorio della Sicilia sud-orientale in atto sfornito di DEA di II livello e a rendere il più possibile omogenea un’offerta ospedaliera ancora sbilanciata in alcuni territori.

Il Nuovo Ospedale di Siracusa, quale DEA di II Livello, a fronte dell’attuale dotazione dell’Umberto I, avrà posti letto aggiuntivi – proseguiva l’assessore Razza – che si intendono realizzare al fine di caratterizzare il DEA di II livello con le discipline proprie di tale livello assistenziale, che deriveranno dal trasferimento in tale sede di altrettante discipline dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania, a seguito della sua riclassificazione in DEA di I livello”.

 

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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