Si è conclusa con un bilancio decisamente positivo la dodicesima edizione di Ferula, il Festival del Benessere che nel fine settimana ha trasformato il borgo in un grande spazio dedicato all’ascolto, alla cura e alla spiritualità.
Sono stati circa 50/60 gli operatori provenienti da tutta la Sicilia e da diverse parti d’Italia che hanno animato le due giornate con trattamenti, pratiche, incontri e momenti esperienziali. Circa 250 i partecipanti complessivi nel weekend: un numero per l’organizzazione più che soddisfacente, nonostante il maltempo della notte tra sabato e domenica abbia certamente scoraggiato molti a mettersi in viaggio per raggiungere Ferla nella seconda giornata.
Grande riscontro anche per il mercatino olistico, novità di questa edizione, che con i suoi 10 stand ha arricchito ulteriormente l’atmosfera del Centro Olistico, diventando punto di incontro, curiosità e scoperta. Molto partecipate anche le escursioni previste nel programma, segno di quanto il legame tra benessere, natura e territorio rappresenti uno degli elementi distintivi di Ferula.
Particolarmente significativa la tavola rotonda del sabato, che ha visto un interessante e partecipato confronto tra la medicina tradizionale occidentale e le pratiche e la medicina tradizionale cinese ed orientale, in un dialogo aperto e costruttivo orientato ad una visione realmente olistica della persona, capace di integrare corpo, mente e dimensione spirituale.
«Vedere il Centro Olistico, anch’esso frutto della nostra amministrazione, pieno di persone e osservare alcuni luoghi del paese, come la Piazza dei Cappuccini, pervasi da tappetini, silenzio e relax, mi rende profondamente orgoglioso – dichiara il sindaco Michelangelo Giansiracusa – perché credo da sempre che il connubio tra Ferla e il relax esista naturalmente, per le caratteristiche stesse del nostro meraviglioso borgo. Ferula non è soltanto un evento, ma la dimostrazione concreta di una vocazione che appartiene al nostro territorio e alla nostra comunità.»
«Curare il Ferula, per me, è come praticare uno shiatsu: ascolto, pressione nei punti giusti, rispetto dei tempi e delle energie. Ogni dettaglio serve a ristabilire un equilibrio, non solo negli spazi ma nelle persone che li attraversano»
afferma la direttrice artistica Katiuscia Santoro.
Ferula si conferma così un appuntamento capace di unire persone, esperienze e luoghi, restituendo a Ferla un’immagine autentica fatta di accoglienza, lentezza e qualità della vita. Un festival che cresce, si rinnova e che continua a raccontare, anno dopo anno, una precisa identità del territorio.
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