Omelia – Mt 16,13-20 “Tu sei Pietro”
di don Raffaele APRILE
Fratelli e sorelle,
Gesù fa una domanda che attraversa i secoli e arriva fino a noi oggi: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. E poi stringe il cerchio: “Ma voi, chi dite che io sia?”.
Gesù non cerca un sondaggio. Vuole sapere cosa c’è nel nostro cuore. La gente aveva tante opinioni: Giovanni Battista, Elia, un profeta.
Opinioni belle, ma che tenevano Gesù lontano. Un personaggio del passato. Poi parla Pietro. Non parla a nome suo. “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. È la prima volta che qualcuno lo dice così chiaramente.
E Gesù risponde con una promessa enorme:
“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.
1. Una fede che viene dall’alto
Gesù dice a Pietro: “Non la carne e il sangue te l’hanno rivelato”. La fede non è un’idea che ci inventiamo. È un dono. È il Padre che ci apre gli occhi. Tante volte anche noi diciamo le preghiere a memoria, ma la fede vera nasce quando ci fermiamo e diciamo: “Signore, mostrami chi sei Tu per me”.
San Francesco lo capì davanti al Crocifisso di San Damiano: “Va’ e ripara la mia Chiesa”. Non partì da una strategia. Partì da uno sguardo su Cristo.
2. Le chiavi del Regno
“A te darò le chiavi del regno dei cieli”*. Le chiavi servono per aprire e chiudere. Pietro riceve il compito di tenere aperta la porta. La Chiesa non deve chiudere, deve accogliere. Non deve mettere condizioni, deve indicare la strada di Gesù. E Gesù aggiunge: “Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli”. Che responsabilità! Dio si fida dell’uomo.Si fida di Pietro, che lo rinnegherà. Si fida di noi, fragili, per portare il suo Vangelo. Questo si chiama misericordia.
3. La Chiesa nasce sulla roccia, non sulla sabbia
Pietro significa “pietra”. Ma Pietro non è perfetto. Poche righe dopo lo stesso Vangelo lo vedremo dire a Gesù: “Non sia mai”.
E Gesù lo rimprovererà: “Vattene via da me, Satana”. Allora perché Gesù sceglie proprio lui?
Perché la Chiesa non poggia sulla perfezione di Pietro, ma sulla promessa di Cristo: “Le porte degli inferi non prevarranno”. Anche oggi la Chiesa ha le sue fragilità. Ma non crolla, perché la tiene in piedi Lui. Come diceva *Suor Maria Alfonsa: “Dio scrive diritto anche sulle righe storte degli uomini”.
Conclusione
La domanda di oggi è la stessa: “Ma voi chi dite che io sia?” – Non basta dire “è un bravo maestro”. O lo riconosciamo Figlio di Dio, oppure lo riduciamo a un’opinione. E se Lui è il Cristo, allora cambia tutto. Cambia il modo di vivere la famiglia, il lavoro, le rinunce. Cambia anche il modo di soffrire, perché sappiamo che la croce porta alla risurrezione. Chiediamo oggi a Pietro e alla Madonna di darci una fede semplice, una fede che confessa: “Tu sei il Cristo”. E una Chiesa con le porte aperte,
dove chiunque si senta a casa, perché le chiavi le ha Lui, e Lui non scaccia nessuno.
Amen.
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