di Claudia GIBILISCO
Il 15 agosto 1233, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, prende avvio una storia destinata a segnare profondamente la vita della Chiesa e la spiritualità mariana: quella dei Servi di Maria.
Non è soltanto una coincidenza di date. Per la spiritualità servitana, Maria è all’origine di una chiamata, di una fraternità e di un cammino che, dopo quasi otto secoli, continua ancora oggi. È sotto lo sguardo dell’Assunta che sette uomini decidono di lasciare le sicurezze della loro vita per consacrarsi a Dio e mettersi al servizio della Vergine Maria.
Erano sette mercanti fiorentini, appartenenti a famiglie agiate e all’antica nobiltà cittadina: Bonfiglio Monaldi, Buonagiunta Manetti, Manetto dell’Antella, Amadio degli Amidei, Uguccione degli Uguccioni, Sostegno dei Sostegni e Alessio Falconieri. Li univa una profonda devozione alla Vergine e l’appartenenza a una confraternita mariana, i cui membri erano chiamati Laudesi, perché avevano come missione quella di lodare e onorare Maria.
Nel giorno dell’Assunzione del 1233 questa devozione assume per loro una forma nuova e radicale. Avvertono la chiamata a vivere più intensamente il Vangelo, seguendo Cristo e mettendosi al servizio della Vergine. Dopo aver consultato il Vescovo di Firenze, Ardingo, che li incoraggiò nel loro progetto, iniziano un nuovo cammino. Rinunciano ai propri beni, li distribuiscono ai poveri e scelgono una vita semplice, penitente e fraterna.
L’8 settembre 1233, festa della Natività della Vergine Maria, si ritirano a Villa Camarzia, alla periferia di Firenze, dove iniziano a vivere insieme. È un particolare profondamente significativo: la loro vita comunitaria comincia proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la nascita di Maria. Come se tutta la loro storia fosse racchiusa in un unico mistero mariano: l’Assunta li chiama, la Natività li raccoglie e Maria diventa per loro Madre e guida.
Vestiti di un semplice abito color cenere, i sette trascorrono un periodo dedicato alla preghiera, alla penitenza e alla meditazione. Quando ritornano verso Firenze per consultare nuovamente il Vescovo, accade qualcosa di semplice ma destinato a diventare significativo: la gente, vedendoli passare, comincia spontaneamente a chiamarli «Servi di Maria». Quel nome, nato sulle labbra della gente, diventa la loro identità.
Non «padroni», non uomini alla ricerca di prestigio, ma servi: servi di Cristo, servi di Maria, servi dei fratelli. È questa una delle intuizioni più belle della spiritualità servitana: appartenere a Maria significa imparare da Lei a stare accanto a Cristo e, in Lui, accanto agli uomini.
Nel 1234 il Vescovo concede loro una parte del terreno sul Monte Senario, a circa diciotto chilometri da Firenze. Qui costruiscono una piccola chiesa dedicata a Maria e le loro semplici celle. Monte Senario diventa così il luogo della fraternità, della preghiera, della solitudine e della contemplazione. I Sette meditano soprattutto la Passione di Cristo e i dolori di Maria e comprendono progressivamente che servire la Vergine non significa soltanto onorarla, ma condividere con Lei il cammino della sequela di Cristo, fino alla croce.
La tradizione servitana narra che il 25 marzo 1239, solennità dell’Annunciazione, Maria apparve ai Sette circondata dagli angeli. Nella visione, gli angeli portavano simboli della Passione di Cristo, la Regola di Sant’Agostino e l’abito nero con lo scapolare. Maria li invitava a indossare quell’abito e a vivere secondo quella Regola. Il racconto tradizionale esprime in modo mirabile ciò che diventerà la missione dell’Ordine: contemplare Cristo, stare con Maria e annunciare al mondo la forza salvifica della Passione.
Proprio nel 1239 il Legato Pontificio, il cardinale Goffredo Castiglioni, futuro papa Celestino IV, affidò loro la Regola di Sant’Agostino. Da quel momento il piccolo gruppo di uomini che aveva scelto il silenzio e la penitenza comincia progressivamente ad aprirsi alla missione e alla predicazione.
I Sette non vissero per costruire la propria gloria. Vissero per Dio e vissero insieme. La loro fraternità diventò una testimonianza concreta del Vangelo. Erano sette uomini diversi per origine e temperamento, ma uniti da una stessa chiamata, dalla stessa devozione a Maria e dal desiderio di seguire Cristo.
Il primo a morire fu Buonagiunta Manetti, il 13 agosto 1251. L’ultimo fu Alessio Falconieri, morto il 17 febbraio 1310, all’età di 110 anni. La loro fama di santità si diffuse nel tempo e, il 15 gennaio 1888, papa Leone XIII canonizzò insieme i Sette Fondatori. I loro resti sono custoditi a Monte Senario, dove ancora oggi la loro memoria continua a parlare a generazioni di uomini e donne.
E allora, ogni volta che celebriamo il 15 agosto, non ricordiamo soltanto il grande mistero della fede dell’Assunzione di Maria al cielo. Per la Famiglia Servitana, questa solennità porta con sé anche la memoria di una chiamata. Sette uomini, nel cuore della Firenze del XIII secolo, lasciarono tutto per seguire Cristo e servire Maria. La loro storia ci ricorda che una vocazione autentica nasce spesso da un incontro silenzioso con Dio e cresce attraverso scelte concrete: lasciare, condividere, pregare, vivere in fraternità e servire.
Maria Assunta, contemplata nella gloria del cielo, non allontana i suoi figli dalla terra. Al contrario, li invita a camminare nella storia con il cuore rivolto a Dio. I Sette Fondatori hanno raccolto questo invito e lo hanno trasformato in una vita.
Per questo, dopo quasi otto secoli, la loro testimonianza continua a parlare. Sotto lo sguardo dell’Assunta nacque una fraternità; dalla devozione a Maria nacque un servizio; dalla sequela di Cristo nacque una missione.
E ancora oggi, ogni Servo e ogni Serva di Maria è chiamato a vivere quella stessa parola: servire. Servire Dio, servire Maria, servire i fratelli, con umiltà, con fede e con il cuore rivolto a Cristo.
Santa Maria Assunta, Madre e Regina dei Servi di Maria, accompagna ancora oggi il nostro cammino e insegnaci, come ai Sette Fondatori, a vivere non per noi stessi, ma per Dio e per i fratelli.
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