Allarme CNA Siracusa: “Il passaggio generazionale mancato mette a rischio le nostre imprese e la nostra identità”. Infantino (Giovani Imprenditori): “Senza giovani non c’è futuro per l’artigianato locale. Servono credito, meno burocrazia e legami forti con le scuole”

Data 28 Aprile 2026

Oltre un milione di piccole imprese italiane rischia di chiudere i battenti per l’incapacità di gestire il ricambio al vertice. I dati diffusi da CNA Nazionale lanciano un allarme chiaro: più dell’80% degli imprenditori over 40 ha già ragionato su come trasmettere la propria attività, ma oltre la metà non ha ancora fatto nulla di concreto. E quando si tenta la vendita sul mercato, le operazioni quasi mai vanno a buon fine.

Uno scenario nazionale preoccupante che, a Siracusa, assume i contorni di una vera e propria emergenza sociale ed economica. A lanciare l’appello è Gianmarco Infantino, Presidente dei Giovani Imprenditori di CNA Siracusa, che rilegge il fenomeno alla luce del drammatico contesto demografico locale.

Come documentato dal report del Centro Studi CNA “Il Paradosso Siracusano” presentato lo scorso Gennaio, il territorio sta vivendo una profonda transizione demografica in negativo. Tra il 2011 e il 2025, la provincia ha perso oltre 17.000 residenti. A mancare all’appello sono proprio i giovani, ovvero coloro che dovrebbero raccogliere il testimone delle aziende: la disoccupazione giovanile tocca il 48,7%, il tasso di NEET (giovani che non studiano e non lavorano) supera il 33% – più del doppio della media nazionale – e il 32% dei laureati in discipline STEM abbandona il territorio.

Mentre la ricchezza tende a concentrarsi nel polo petrolchimico (che genera il 70% del valore aggiunto manifatturiero), sono proprio le micro e piccole imprese, che rappresentano il 98% del tessuto produttivo locale, a tenere in piedi l’economia reale e la coesione sociale della provincia. Chi dovrebbe ereditare queste realtà, oggi, spesso non c’è più o non ha gli strumenti e le risorse per farlo.

“Perdere queste imprese non significa soltanto perdere posti di lavoro”, sottolinea con forza il Presidente Gianmarco Infantino. “Significa perdere saperi, tradizioni, identità. A Siracusa, dove il patrimonio UNESCO, l’artigianato artistico, il turismo e la filiera enogastronomica costituiscono il futuro possibile di uno sviluppo più equo e diffuso, ogni bottega che chiude senza un successore è una ferita difficile da rimarginare. Non possiamo permettercelo”.

Per invertire la rotta e salvaguardare il patrimonio imprenditoriale locale, il gruppo Giovani Imprenditori di CNA Siracusa avanza quattro richieste precise alle Istituzioni:

Meno burocrazia: Occorre una radicale semplificazione degli adempimenti e delle procedure per chi vuole rilevare un’impresa, specialmente per il trasferimento dei requisiti in quei settori soggetti a qualifiche specifiche.

Più accesso al credito: È necessario riconoscere un ruolo centrale ai Confidi, anche attraverso l’utilizzo di risorse regionali che creino linee di credito e incentivi dedicati, strettamente connessi a percorsi evolutivi e di ammodernamento per le imprese soggette a trasmissione.

Connessione più forte tra scuola e impresa: Bisogna dare seguito reale al protocollo siglato da CNA con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), promuovendo orientamento attivo, vera alternanza scuola-lavoro e career day sul territorio.

Strumenti per trattenere i talenti: Serve una strategia sistemica e condivisa per fermare la fuga dei cervelli e incentivare i giovani a costruire il proprio futuro professionale e imprenditoriale a Siracusa.

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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