Basilica di San Giovanni. Tra rovine normanne e tesori ipogei, il cuore antico della Siracusa bizantina

La Basilica di San Giovanni Evangelista rappresenta uno dei siti archeologici e religiosi più suggestivi di Siracusa, un luogo dove le pietre raccontano duemila anni di storia e spiritualità mediterranea. Situata a breve distanza dal Santuario della Madonna delle Lacrime, questa struttura si presenta oggi come una solenne cattedrale a cielo aperto, priva del tetto a causa dei devastanti terremoti del 1169 e del 1693.

Sorta su un sito di antichissima devozione, la basilica fu edificata nel VI secolo in epoca bizantina, divenendo la prima cattedrale della città. La sua storia è indissolubilmente legata a San Marciano, il primo vescovo di Siracusa inviato da San Pietro nell’anno 44 d.C., che secondo la tradizione fu martirizzato proprio in questi luoghi. In epoca normanna, l’edificio fu profondamente rimaneggiato, assumendo l’impronta di una maestosa chiesa a tre navate con colonne che ancora oggi svettano verso l’azzurro.

Il vero tesoro del complesso si cela nel sottosuolo, dove il visitatore può compiere un viaggio nelle viscere della fede cristiana primitiva – Cripta di San Marciano: un’antica chiesa ipogea che conserva colonne e capitelli normanni, ritenuta il luogo della sepoltura e del martirio del santo. Catacombe di San Giovanni: un intricato dedalo di gallerie che costituisce una delle più vaste aree cimiteriali cristiane al mondo, seconda per estensione solo a quelle di Roma.

Oggi, la Basilica di San Giovanni non è solo una meta turistica, ma un’area di silenzio e memoria dove il fascino delle rovine normanne incontra i segreti della Siracusa bizantina e paleocristiana.

Angelo DI TOMMASO

Immagine reperita sul web;

Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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